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Articoli Comunità

Giorno 8 Novembre 2018, grande grazia per la diocesi di Ragusa, per i Carmelitani e per la nostra realtà. Infatti, proprio il giorno in cui ricorre la sua commemorazione, giungono a Ragusa, nella piccola cappella della Comunità “Eccomi, manda me!” le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità, carmelitana francese proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 1984, 78 anni dopo la sua morte e santa nel 2016.

Le reliquie sono state accompagnate dal Priore del convento dei Carmelitani di Ragusa e da due frati che ci hanno permesso di conoscere la vita e le esperienze terrene di questa giovane donna.

Il Signore ci mette accanto uomini e donne sante, con una vita molto simile a quella di ognuno di noi, proprio per farci toccare con mano quanto la santità sia alla portata di tutti gli uomini non negli episodi straordinari ma nella quotidianità.

Santa Elisabetta della Trinità ha una vita consumata rapidamente. Nacque in un campo militare francese nel 1880. All’età di sette anni perde il padre ed il suo temperamento si delinea immediatamente, caratterizzato da un carattere focoso, collerico e dalla dirittura morale; possiede senso artistico e umana tenerezza; un’intelligenza lucida e un cuore con una grande capacità d’amare.

A tredici anni, primo premio di pianoforte al conservatorio di Digione. Viaggia, si occupa di musica, partecipa a feste, stringe numerose amicizie e riceve brillanti proposte di matrimonio. Ma nulla può placare questo cuore assetato di assoluto, se non il Dio vivente di cui ella sperimenta più di una volta l’amicizia. Né la musica, né alcun’altra creatura possono appagare questa sete.

Entra nel Carmelo di Digione a 21 anni, per terminare la sua vicenda terrena 5 anni più tardi vittima del morbo di Addison.

Il suo luminoso messaggio invece sopravvive e le conquista molti nuovi amici.

Santa Elisabetta della Trinità incarna i pilastri della nostra comunità: la preghiera, l’adorazione e l’evangelizzazione: ella infatti si dona totalmente al Signore e lo cerca con amore appassionato. Elisabetta rimane fedele, salda come una roccia, al “sì” incondizionato dato dalle richieste di Gesù, anche alle prese con una morte dolorosa e prematura.

La Carmelitana è segno di Cristo, come ogni battezzato, e vivendo la propria vita sempre alla luce di un’infanzia spirituale, sperimenta la bellezza di potersi rialzare ad ogni caduta e di adorare la presenza di Dio in ogni attività: in casa, durante le attività quotidiane, come in chiesa e in ogni luogo. Santa Elisabetta della trinità sente dentro di lei la presenza forte del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in un circolo d’amore forte.

La sua natura comunicativa la spinge a parlare di Dio anche agli altri: Elisabetta desidera, quando è ancora nel mondo, che nella sua gioia si possa scoprire un piccolo raggio della bontà divina. Essere un “sacramento” di Lui – amava ripetere- un sacramento che Lo comunica agli altri.

Ringraziamo il Signore per averci permesso di vivere questo bellissimo momento di intimità con Santa Elisabetta della Trinità e affidiamo a Lui ogni cosa affinché le nostre case, la nostra comunità, i nostri cuori possano essere dimora fissa di Santi da poter imitare e, grazie alla loro intercessione, poter percorrere la strada che porta a Lui in modo semplice ed amorevole.

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Il 3 e 4 novembre 2018, ha avuto luogo la Conferenza Generale delle Comunità della Fraternità Cattolica (Regione del Sud Europa), sul tema  “I carismi nella Chiesa e nel Rinnovamento Carismatico Cattolico”, alla luce del documento del magistero Iuvenescit Ecclesiae (maggio 2016).

Intensi momenti di preghiera si sono alternati alle riflessioni proposte dai vari relatori, tra i quali Raniero Cantalamessa, da anni predicatore della Casa Pontificia. Padre Raniero ci ha ricordato che i carismi sono doni particolari che vengono concessi da Dio per l’utilità comune (cfr. 1 Cor 12, 7) e per l’edificazione della comunità. Non è vero, poi, che i carismi erano proprio solo della Chiesa primitiva, essi invece vengono donati alla Chiesa di tutti i tempi, ma hanno forme e caratteristiche differenti.

I carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e largamente diffusi, vanno accolti con gratitudine e custoditi nell’obbedienza, nell’umiltà e nella carità, tanto che il dono che lo Spirito Santo elargisce al fratello mi appartiene, perché appartiene a tutta la comunità.  

Esemplificativa l’immagine della candela a cui ha fatto riferimento Jim Murph (Presidente dell’ICCRS): “A cosa serve una candela se non ha il fuoco? Tutti siamo chiamati a evangelizzare, se sei battezzato, allora evangelizzare è la tua chiamata. Sappiamo però che da soli non ce la possiamo fare: l’agente principale dell’evangelizzazione è infatti lo Spirito Santo, è Lui che accende il fuoco”.

Abbiamo bisogno del fuoco quindi, ma anche della candela che può bruciare. Essa infatti rappresenta lo strumento, il contesto, il luogo nel quale la fiamma brucia ed infiamma. Le nostre comunità rappresentano quella candela che, solo se accesa dal fuoco dello Spirito Santo, riesce a bruciare, a riscaldare e a illuminare l’umanità bisognosa di ricevere l’annuncio della  salvezza.

A conclusione dell’incontro, è stato comunicato che per espresso desiderio di Papa Francesco è stato costituito un nuovo organismo di diritto pontificio, denominato CHARIS, nel quale a partire dalla Pentecoste del 2019 confluiranno sia la Fraternità Cattolica, che l’ICCRS (che raccoglie varie espressioni del Rinnovamento Carismatico Cattolico). CHARIS non sarà un organismo di governo, ma di servizio a sostegno di tutte le realtà carismatiche della Chiesa Cattolica.

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Giovedì 8 novembre, in occasione della "Peregrinatio" delle reliquie di Santa Elisabetta della Trinità presso la diocesi di Ragusa, avremo la grazia di accogliere le reliquie della Santa presso la casa della Comunità in c/da Pozzillo. Alle ore 18:00 ci sarà l'accoglienza, alle 18:30 i Vespri e il Santo Rosario, alle 19:30 la S. Messa, alle 20:30 una catechesi dei padri carmelitani e un momento di preghiera. Partecipiamo numerosi a questo evento unico e invitiamo coloro che conosciamo.

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Papa Giovanni Paolo II affermava che l'evangelizzazione deve essere nuova: nuova nell'ardore, nei metodi e nelle sue  espressioni, sicuramente il mondo virtuale oggi è un canale attraverso cui il Vangelo passa e può arrivare in ogni parte del mondo ed è per questo che ci siamo fatti "nuovi", ci siamo rinnovati il look. Un sito nuovo nella grafica, nei contenuto che vi aiuterà a conoscere meglio la nostra comunità e tutta la realtà che vi ruota attorno.

 Il sito verrà aggiornato settimanalmente permettendo di seguire le varie attività, conoscere le news, scaricare e stampare gli insegnamenti e molto altro, ma forse la cosa migliore è entrarci e farci un giro dentro!!

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La comunità “Eccomi, manda me!”, attraverso la bellissima serata di evangelizzazione tenutasi il 28 Luglio 2018 al Porto Turistico di Marina di Ragusa, ha voluto far suo quello che Papa Francesco dice al n. 20 della “Evangelii gaudium” «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo».

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