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Articoli Comunità

Tutto è iniziato da un messaggio lasciato nel sito della nostra comunità da un sacerdote di Licodia Eubea che ci chiedeva informazione e collaborazione per poter organizzare qualcosa nella sua parrocchia. Questo accadeva a Gennaio: abbiamo fatto un incontro con don Fabio dove si decide di organizzare una missione porta a porta con un corso di evangelizzazione finale.

Con grande gioia la comunità si preparava a vivere questo momento di evangelizzazione tutto però si è fermato il 4 marzo con il lockdown.

Abbiamo continuato a pregare per questa realtà che il Signore ci ha concesso di conoscere e per don Fabio diventato ormai un carissimo amico della nostra comunità, aspettando il momento opportuno per riprendere tutto.

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Giorni di grazia

Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!

È come olio prezioso versato sul capo,

che scende sulla barba, la barba di Aronne,

che scende sull'orlo della sua veste.

È come la rugiada dell'Ermon,

che scende sui monti di Sion.

Perché là il Signore manda la benedizione,

la vita per sempre. (sal.132)

Non c’è modo migliore per descrivere quanto il Signore ha donato alla nostra comunità che incominciare con questo salmo perché dopo mesi di isolamento e di lontananza, è stato veramente bello ritrovarsi insieme, osservando tutte le misure di distanziamento, a lodare e ascoltare la parola di Dio.

Due giornate di ritiro nella casa San Luca (17 e 18 Agosto 2020) tra il silenzio della natura e le risate gioiose dei fratelli, momenti di deserto e momenti di adorazione. Due giornate in cui la parola di Dio è stata nostra compagna e guida attraverso il dono di un fratello speciale che per noi l’ha spezzata: P. Jacques Philippe religioso, presbitero, teologo e scrittore francese della Comunità delle Beatitudini.

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La prima parola di Dio all’uomo, quella che rimarrà fondamentale è un appello a crescere: “Siate fecondi, moltiplicatevi, riempite la terra” (Gn 1,28). Crescere è la nostra prima vocazione cristiana: dire “si” a Dio, dicendo “si” alla vita.
Questo vale per il cammino personale ma anche per la vita di una comunità come la nostra: Jean Vanier affermava “La comunità è sempre in crescita. Il cammino verso la comunità è un cammino di continue scoperte. Non sappiamo gran che della strada che ci sta davanti”.

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29 maggio 2020: sono già trascorsi 18 anni da quando il nostro carissimo don Salvatore Tumino è salito alla casa del Padre, nella Gerusalemme del Cielo e, nonostante il tempo trascorso, sembra ancora di sentire la sua risata, le sue parole. Uomo di Dio che ha lasciato nel cuore di chi lo ha conosciuto il desiderio di imitare la sua fede e il suo zelo nell'annuncio del Vangelo.

Questo però è un anniversario particolare: dal 4 marzo viviamo in una situazione di lockdown a causa del coronavirus, è ancora vietato incontrarsi ma la voglia di stare insieme per ringraziare il Signore per il dono che ha fatto alla chiesa di questo sacerdote santo non ci ferma. Ecco che la tecnologia viene in nostro aiuto e allora organizziamo un incontro on-line in diretta su YouTube e aperto a chiunque volesse parteciparvi. Quella che era una restrizione si è dimostrata, per grazia di Dio, una grande opportunità di evangelizzazione perché, così facendo, hanno potuto partecipare a questo incontro tantissimi fratelli di tutte le varie realtà in Sicilia e fuori dalla Sicilia.

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MISSIONE NEGLI OSPEDALI

Oggi la chiesa ha una sensibilità particolare verso i malati, verso coloro che soffrono. Chiaramente non è una novità. Ma oggi, come non mai, questa sensibilità si traduce in esperienze concrete”. 

Questo scriveva don Salvatore Tumino fondatore della comunità “Eccomi, manda me!” circa 20 anni fa in un suo testo “Esperienze di nuova evangelizzazione” e questa missione di evangelizzazione viene portata avanti ancora oggi nei due ospedali di Ragusa e portata avanti da una equipe di fratelli che hanno sentito la chiamata a visitare gli ammalati.

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Rivista n. 26

19 Dicembre 2018

E' già disponibile la Rivista "Comunità" di Gennaio 2019. Gli abbonati la riceveranno a casa entro pochi giorni.

E' possibile visionarla da qui.

 

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Ci siamo incontrati alle 13 esatte, un piccolo gruppo variegato di amici della Comunità “Eccomi, manda me!” al fine di intraprendere un viaggio verso un luogo tanto distante dalla nostra quotidianità….no non siamo all'aeroporto, ne tantomeno alla stazione, ma davanti al carcere di Ragusa, oggi sabato 15 Dicembre 2018.
Convinti che Gesù ci avrebbe accompagnato e forti della sua stessa Parola Mt 25,35 “ … ero carcerato e siete venuti a trovarmi ”, abbiamo varcato i cancelli dell’Istituto penitenziale spogli delle nostre certezze… perfino del cellulare, simbolo del bisogno di una connessione continua e isterica alla società moderna.

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Giorno 8 Novembre 2018, grande grazia per la diocesi di Ragusa, per i Carmelitani e per la nostra realtà. Infatti, proprio il giorno in cui ricorre la sua commemorazione, giungono a Ragusa, nella piccola cappella della Comunità “Eccomi, manda me!” le reliquie di Santa Elisabetta della Trinità, carmelitana francese proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 1984, 78 anni dopo la sua morte e santa nel 2016.

Le reliquie sono state accompagnate dal Priore del convento dei Carmelitani di Ragusa e da due frati che ci hanno permesso di conoscere la vita e le esperienze terrene di questa giovane donna.

Il Signore ci mette accanto uomini e donne sante, con una vita molto simile a quella di ognuno di noi, proprio per farci toccare con mano quanto la santità sia alla portata di tutti gli uomini non negli episodi straordinari ma nella quotidianità.

Santa Elisabetta della Trinità ha una vita consumata rapidamente. Nacque in un campo militare francese nel 1880. All’età di sette anni perde il padre ed il suo temperamento si delinea immediatamente, caratterizzato da un carattere focoso, collerico e dalla dirittura morale; possiede senso artistico e umana tenerezza; un’intelligenza lucida e un cuore con una grande capacità d’amare.

A tredici anni, primo premio di pianoforte al conservatorio di Digione. Viaggia, si occupa di musica, partecipa a feste, stringe numerose amicizie e riceve brillanti proposte di matrimonio. Ma nulla può placare questo cuore assetato di assoluto, se non il Dio vivente di cui ella sperimenta più di una volta l’amicizia. Né la musica, né alcun’altra creatura possono appagare questa sete.

Entra nel Carmelo di Digione a 21 anni, per terminare la sua vicenda terrena 5 anni più tardi vittima del morbo di Addison.

Il suo luminoso messaggio invece sopravvive e le conquista molti nuovi amici.

Santa Elisabetta della Trinità incarna i pilastri della nostra comunità: la preghiera, l’adorazione e l’evangelizzazione: ella infatti si dona totalmente al Signore e lo cerca con amore appassionato. Elisabetta rimane fedele, salda come una roccia, al “sì” incondizionato dato dalle richieste di Gesù, anche alle prese con una morte dolorosa e prematura.

La Carmelitana è segno di Cristo, come ogni battezzato, e vivendo la propria vita sempre alla luce di un’infanzia spirituale, sperimenta la bellezza di potersi rialzare ad ogni caduta e di adorare la presenza di Dio in ogni attività: in casa, durante le attività quotidiane, come in chiesa e in ogni luogo. Santa Elisabetta della trinità sente dentro di lei la presenza forte del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in un circolo d’amore forte.

La sua natura comunicativa la spinge a parlare di Dio anche agli altri: Elisabetta desidera, quando è ancora nel mondo, che nella sua gioia si possa scoprire un piccolo raggio della bontà divina. Essere un “sacramento” di Lui – amava ripetere- un sacramento che Lo comunica agli altri.

Ringraziamo il Signore per averci permesso di vivere questo bellissimo momento di intimità con Santa Elisabetta della Trinità e affidiamo a Lui ogni cosa affinché le nostre case, la nostra comunità, i nostri cuori possano essere dimora fissa di Santi da poter imitare e, grazie alla loro intercessione, poter percorrere la strada che porta a Lui in modo semplice ed amorevole.

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Il 3 e 4 novembre 2018, ha avuto luogo la Conferenza Generale delle Comunità della Fraternità Cattolica (Regione del Sud Europa), sul tema  “I carismi nella Chiesa e nel Rinnovamento Carismatico Cattolico”, alla luce del documento del magistero Iuvenescit Ecclesiae (maggio 2016).

Intensi momenti di preghiera si sono alternati alle riflessioni proposte dai vari relatori, tra i quali Raniero Cantalamessa, da anni predicatore della Casa Pontificia. Padre Raniero ci ha ricordato che i carismi sono doni particolari che vengono concessi da Dio per l’utilità comune (cfr. 1 Cor 12, 7) e per l’edificazione della comunità. Non è vero, poi, che i carismi erano proprio solo della Chiesa primitiva, essi invece vengono donati alla Chiesa di tutti i tempi, ma hanno forme e caratteristiche differenti.

I carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e largamente diffusi, vanno accolti con gratitudine e custoditi nell’obbedienza, nell’umiltà e nella carità, tanto che il dono che lo Spirito Santo elargisce al fratello mi appartiene, perché appartiene a tutta la comunità.  

Esemplificativa l’immagine della candela a cui ha fatto riferimento Jim Murph (Presidente dell’ICCRS): “A cosa serve una candela se non ha il fuoco? Tutti siamo chiamati a evangelizzare, se sei battezzato, allora evangelizzare è la tua chiamata. Sappiamo però che da soli non ce la possiamo fare: l’agente principale dell’evangelizzazione è infatti lo Spirito Santo, è Lui che accende il fuoco”.

Abbiamo bisogno del fuoco quindi, ma anche della candela che può bruciare. Essa infatti rappresenta lo strumento, il contesto, il luogo nel quale la fiamma brucia ed infiamma. Le nostre comunità rappresentano quella candela che, solo se accesa dal fuoco dello Spirito Santo, riesce a bruciare, a riscaldare e a illuminare l’umanità bisognosa di ricevere l’annuncio della  salvezza.

A conclusione dell’incontro, è stato comunicato che per espresso desiderio di Papa Francesco è stato costituito un nuovo organismo di diritto pontificio, denominato CHARIS, nel quale a partire dalla Pentecoste del 2019 confluiranno sia la Fraternità Cattolica, che l’ICCRS (che raccoglie varie espressioni del Rinnovamento Carismatico Cattolico). CHARIS non sarà un organismo di governo, ma di servizio a sostegno di tutte le realtà carismatiche della Chiesa Cattolica.

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Giovedì 8 novembre, in occasione della "Peregrinatio" delle reliquie di Santa Elisabetta della Trinità presso la diocesi di Ragusa, avremo la grazia di accogliere le reliquie della Santa presso la casa della Comunità in c/da Pozzillo. Alle ore 18:00 ci sarà l'accoglienza, alle 18:30 i Vespri e il Santo Rosario, alle 19:30 la S. Messa, alle 20:30 una catechesi dei padri carmelitani e un momento di preghiera. Partecipiamo numerosi a questo evento unico e invitiamo coloro che conosciamo.

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Papa Giovanni Paolo II affermava che l'evangelizzazione deve essere nuova: nuova nell'ardore, nei metodi e nelle sue  espressioni, sicuramente il mondo virtuale oggi è un canale attraverso cui il Vangelo passa e può arrivare in ogni parte del mondo ed è per questo che ci siamo fatti "nuovi", ci siamo rinnovati il look. Un sito nuovo nella grafica, nei contenuto che vi aiuterà a conoscere meglio la nostra comunità e tutta la realtà che vi ruota attorno.

 Il sito verrà aggiornato settimanalmente permettendo di seguire le varie attività, conoscere le news, scaricare e stampare gli insegnamenti e molto altro, ma forse la cosa migliore è entrarci e farci un giro dentro!!

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La comunità “Eccomi, manda me!”, attraverso la bellissima serata di evangelizzazione tenutasi il 28 Luglio 2018 al Porto Turistico di Marina di Ragusa, ha voluto far suo quello che Papa Francesco dice al n. 20 della “Evangelii gaudium” «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo».

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