Header Image
 

 

Fa freddo, è già buio e sono molto stanco…. Non vedo l’ora di tornare a casa, è un giorno che sbatto sul lavoro, il tempo dei bisogni del cane…e mi aspettano le pantofole!

Appena arrivo mia moglie mi accoglie con un sorriso, sei pronto? Ti ricordi che Padre Marco Diara, per oggi 21 Novembre, ha invitato la nostra comunità per pregare ed adorare il Signore insieme ai suoi parrocchiani del Sacro Cuore di Gesù “ai Gesuiti”?

Un flash mi passa per la testa, mah… abbiamo già il turno di adorazione alla chiesetta di San Vito, partecipiamo attivamente al progetto di Adorazione Perpetua per la città di Ragusa…. sono stanco, un colpo di reni….., e va bene mia sposa ….andiamo.

Ci accolgono alcuni parrocchiani ed i canti dei fratelli della comunità “Eccomi, manda me!”, parte la preghiera di lode che in breve riscalda i cuori ed ha il potere di farmi dimenticare freddo e stanchezza, Dio è grande!  E poi l’invocazione allo Spirito Santo che crea unità, siamo tutti un cuor solo ed un’anima sola; Gesù Eucaristia è presente, ci guarda e conferma la promessa di essere in mezzo a noi, del resto siamo più di due, siamo tanti.

Padre Marco spezza la Parola di Dio commentando la catechesi di Papa Francesco sulle beatitudini e si sofferma su «Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia» (Mt 5,7); la Parola di Dio ci consola e ci esorta alla carità ed al perdono…. Mt 7,6.12-14. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

Una coppia della comunità “Eccomi, manda me!”, Carmelo ed Emanuela, testimoniano all'assemblea la potenza della preghiera di adorazione e come Gesù Eucaristia li ha fatti incontrare proprio nella chiesa di S. Vito, lì è sbocciato il loro amore ed il loro matrimonio.

Padre Marco passando in mezzo a noi rinnova il percorso di Gesù in mezzo all'umanità, innalzando con le sue mani la Santa Eucaristia ci conferma la benedizione di Gesù, Salmo 34, 5-6 “ Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Guardate a Lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti “

L’Adorazione Eucaristica è un tempo particolare della nostra storia personale e comunitaria, è un tempo di perdono e di carità, L’Adorazione eucaristica è il tempo dell’unità…..…

21 Novembre 2018 - Parrocchia Sacro Cuore - Ragusa

 

Multimedia

Continua l’attività di sensibilizzazione e condivisione dell’Adorazione eucaristica perpetua con le realtà parrocchiali di Ragusa. Fedeli al mandato del suo fondatore, don Salvatore Tumino, e allo statuto della comunità “Eccomi, manda me!”, centinaia di fratelli da più di dieci anni sono impegnati nell’Adorazione eucaristica perpetua presso la chiesa di san Vito.Ventiquattrore di giorno e di notte, senza interruzione, per trecentosessantacinque giorni l’anno, in una staffetta silenziosa e meravigliosa di Adorazione della presenza reale di nostro signore Gesù Cristo nella Eucarestia.

Multimedia

"Questa sera la nostra Chiesa vive un momento particolarmente significativo: ha deciso di accogliere la sfida di Dio". Con queste parole il vescovo Paolo Urso ha iniziato l'omelia nella messa di sabato sera che ha segnato l'inizio dell'adorazione perpetua nella chiesetta di San Vito. Oltre un migliaio di persone si sono ritrovate nella Cattedrale per la celebrazione della messa, preceduta da un mimo sul significato dell'Eucaristia; tanti i giovani. "Il Signore - ha proseguito il vescovo nella sua riflessione - ha detto, manifestate se la vostra fede è veramente sincera, se credete in quello che annunciate. E' questa la sfida alla quale intendiamo rispondere con questa esperienza, perché in questa chiesetta il Signore sia adorato dalla gente"."In questa Chiesa - ha aggiunto monsignor Urso - 24 ore su 24, 365 giorni su 365, vogliamo, in tutti i giorni e in tutte le ore, contemplare il mistero dell'amore di Dio".Un grazie il vescovo lo ha rivolto in primo luogo alla Comunità "Eccomi, manda me!" e alle "Cellule". Un grazie a "colui che si è fatto promotore delle Cellule nella nostra Chiesa". Il riferimento è a don Salvatore Tumino, fondatore della Comunità, scomparso nel maggio del 2002. Si devono alle sue intuizioni ma, soprattutto, alla sua santità di vita, gli innumerevoli buoni frutti, quei frutti visibili, per esempio, nelle 152 Cellule di Evangelizzazione nella sola città capoluogo. A concelebrare insieme al vescovo anche una decina di sacerdoti, tra i quali don Gianni Mezzasalma, che guida la Comunità."Questa esperienza dell'adorazione eucaristica perpetua - ha detto ancora monsignor Urso - noi vogliamo che si riversi come grazia abbondante nella nostra città, nella nostra Diocesi e nel Mondo intero. Il Signore guardi con benevolenza il nostro impegno".Al termine della messa, è partita una lunghissima processione: i fedeli, con le candele in mano, hanno lasciato la Cattedrale, mentre suonavano le campane. Alla fine del corteo il baldacchino con l'ostensorio. Quando la processione è giunta dinanzi la vicina chiesetta di San Vito, il vescovo ha pronunciato una breve preghiera, prima di entrare, insieme agli altri sacerdoti, per posare il Santissimo Sacramento sull'altare.

fonte: www.radiortm.it


L’hanno chiamata la staffetta dell’adorazione. Ed in effetti sara’ cosi’. Da sabato e per sempre, sara’ possibile infatti adorare l’eucaristia all’interno della chiesa di via San Vito a Ragusa. Un’iniziativa che, fin dal suo inizio, potra’ contare su 450 volontari che hanno gia’ messo a disposizione un’ora del proprio tempo ogni settimana per consentire l’adorazione perpetua. Una veglia continua, giorno e notte con tante persone che, anche per pochi minuti, avranno la possibilita’ di pregare e adorare il Signore grazie all’impegno della comunita’ “Eccomi, manda me”, dei gruppi di preghiera delle Cellule e di altri volontari. Il Santissimo Sacramento e’ stato accolto da una vera e propria festa, piena di gioia, canti e preghiere. “E’ stato un momento importante – dice il vescovo Paolo Urso al termine della lunghissima processione che ha segnato una straordinaria partecipazione di fedeli - Dicevo nell’omelia che il Signore ci sta sfidando anche ad esprimere pubblicamente la nostra fede in lui. L’adorazione perpetua costituisce un impegno forte, ed e’ l’azione della nostra risposta. Noi crediamo che e’ lui il nostro Salvatore e vogliamo esprimerlo mettendoci in adorazione, chiedendo di sostenerci nel nostro impegno affinche’ la citta’ degli uomini sia davvero degna e dove gli uomini possano sperimentare la gioia e la fatica nei rapporti di dialogo di tutti e con tutti”. Grande gioia e festa anche per la comunita’ “Eccomi, manda me” e per i gruppi di evangelizzazione delle Cellule. “E’ un momento di festa perche’ stare davanti a Gesu’ e’ la vera festa – spiega don Gianni Mezzasalma - L’adorazione e’ il luogo dove ogni cristiano puo’ attingere gioia e pace da Gesu’, realmente presente nel sacramento dell’eucaristia. E’ bello che una comunita’ si impegni ad alternarsi per mantenere sempre il proprio cuore in adorazione davanti a Gesu’, facendo un servizio alla citta’, alla diocesi e al mondo intero, perche’ ogni uomo sappia che c’e’ sempre una chiesa aperta dove andar a riposare il proprio cuore, pieno di sofferenze e fatiche, davanti al cuore pieno di gioia che e’ quello di Gesu’ e quindi di Dio.

fonte: www.reteiblea.it


Adorare Dio è una vocazione e una chiamata per tutti, è l’essenziale della vita cristiana, è anticipazione di ciò che siamo chiamati a fare per tutta l’eternità. Adorando, il nostro volto diventa raggiante e sereno.“Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti” (Sal 33, 6). L’Adorazione non è un’iniziativa tra le altre o un progetto pastorale tra tanti, ma è il fondamento di ogni attività, di ogni iniziativa. “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal 126, 1). Va fatta sempre, giorno e notte, come fonte e sfondo di ogni cosa che avvenga nella Chiesa.Papa Benedetto XVI, nella Esortazione Apostolica postsinodale “Sacramentum caritatis”, al n. 67, invita ad “individuare chiese od oratori da riservare appositamente all’adorazione perpetua” ed esprime ammirazione e sostegno a quelle associazioni di fedeli che assumono “questa pratica come loro speciale impegno, diventando fermento di contemplazione per tutta la Chiesa e richiamo alla centralità di Cristo per la vita dei singoli e delle comunità”.Anche la Congregazione per il Clero, lo scorso 8 Dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, ha mandato a tutti i vescovi del mondo una nota esplicativa per l’incremento della pratica dell’Adorazione Eucaristica continuata a beneficio di tutti i sacerdoti e delle vocazioni sacerdotali. Nella nota si legge: “La Congregazione per il Clero esprime la propria gratitudine agli Ordinari che si faranno animatori di un tale progetto, che non mancherà di rinnovare spiritualmente il Clero e il popolo di Dio delle loro Chiese particolari”.Rispondendo all’appello del Papa, la nostra Chiesa Ragusana ha così iniziato l’esperienza di Adorazione Perpetua. Lo scorso 2 Febbraio infatti, dopo una Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale, il nostro amatissimo Vescovo mons. Paolo Urso – con una folla di fedeli che lo seguiva in processione – ha dato inizio all’Adorazione Perpetua nella chiesetta di san Vito. Da allora, nella nostra Comunità diocesana una chiesa è sempre aperta, giorno e notte, per permettere a tutti, a chiunque e in qualsiasi ora, di attingere alla Fonte della Vita. Centinaia sono i fedeli che hanno già preso un proprio turno di Adorazione settimanale e dinanzi al trono dell’Agnello le loro ginocchia si piegano, con costanza e perseveranza, perchè, giorno e notte, si possa oggi e sempre cantare “Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!” (Ap 4, 8). L’Adorazione Eucaristica Perpetua è segno di contraddizione, scandalo per coloro che non pregano e stoltezza per coloro che non credono. Come è possibile, per un padre di famiglia che la mattina deve andare presto a lavorare, alzarsi nel cuore della notte per adorare Dio? Una volta ogni tanto va bene, ma tutte le settimane no! Il ‘buon senso’ degli uomini direbbe che non è possibile. Ma spesso è proprio il ‘buon senso’ che allontana il discepolo da Gesù. È solo se si crede realmente che Dio è presente nell’Eucaristia che è possibile far questo e, nell’esperienza, si constata quanto il ‘buon senso’ si sbagliasse. Solo provandolo, infatti, si gusta quanto Gesù ci aveva già assicurato: “Il mio giogo è dolce, il mio carico leggero”. La Vergine Maria che ha adorato e custodito Gesù nel suo grembo custodisca i suoi figli che con tanta fede e buona volontà si stanno impegnando ogni settimana ad adorare e custodire il Santissimo Sacramento, accresca sempre più il loro numero ed interceda per tutti noi. Che questa Chiesa sempre aperta possa essere perenne luogo cui attingere “gratuitamente l’acqua della fonte della vita che fa nuove tutte le cose” (Cfr. Ap 21, 5-6).

Don Gianni Mezzasalma

Multimedia

Cosa significa adorare?

E’ l’intrinseco rapporto tra l’uomo e Dio, della creatura intelligente con il suo Creatore. Gli uomini e gli angeli devono adorare Dio. In cielo, tutte le anime beate dei santi e i santi angeli adorano Dio. Ogni volta che adoriamo ci uniamo al cielo e portiamo il nostro piccolo cielo sulla terra. L’adorazione è l’ unico culto dovuto solo a Dio. Quando Satana cercò di tentare Gesù nel deserto gli offrì tutti i regni, tutto il potere di questo mondo se lo avesse adorato. Satana, nel suo orgoglio di follia, pretende l’adorazione dovuta a Dio. Gesù gli rispose con la Scrittura: «Solo Dio adorerai e a Lui solo renderai culto.

E’ adorare alla Presenza reale e divina di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nell’Eucaristia. Gesù Cristo, nella cena di Pasqua con i suoi apostoli, nella notte in cui veniva tradito, prese il pane nelle sue mani, rendendo grazie, benedisse il Padre e passò il pane ai suoi discepoli dicendo: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo dato per voi,” alla fine della cena prese il calice del vino, di nuovo ringrazio’ e benedisse il Padre e lo passò ai suoi discepoli dicendo: “Prendete e bevetene tutti, questo è il calice del mio sangue. Sangue della nuova ed eterna alleanza, che sarà versato per voi e per molti in remissione dei peccati “. Disse del pane: “Questo è il mio corpo” e del vino: “Questo è il mio sangue”. Ma non solo questo, aggiunse anche: “Fate questo in memoria di me”. Diede agli apostoli il mandato, “Fate questo” il mandato di fare lo stesso, di ripetere il gesto e le parole sacramentali. Nasceva così l’Eucaristia e il sacerdozio ministeriale.

Ogni volta che il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione è Gesù Cristo che lo fa e rende presente il suo corpo e il suo sangue, la sua Persona divina. Perché Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. Essendo Gesù Cristo Dio e essendo presente nell’Eucaristia, allora lo si deve adorare.

Nell’Eucaristia adoriamo Dio in Gesù Cristo, e Dio è Uno e Trino, perché in Dio non ci sono divisioni. Gesù Cristo è uno con il Padre e lo Spirito Santo, e come insegna il Concilio di Trento, è veramente, realmente, sostanzialmente presente nell’Eucaristia. La Chiesa crede e confessa che “nel sacramento dell’Eucaristia , dopo la consacrazione del pane e del vino, è veramente, realmente e sostanzialmente presente nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e uomo, sotto l’apparenza di quelle cose sensibili” (Trento 1551: Dz 874/1636).

La divina presenza reale del Signore, questo è il primo fondamento della devozione e del culto al Santissimo Sacramento. Qui è Cristo, il Signore, Dio e vero uomo, assolutamente meritevole della nostra adorazione e originata dall’azione dello Spirito Santo. La pietà eucaristica non è quindi fondata nel sentimento puro, ma proprio nella fede. Altre devozioni, forse, nel proprio esercizio spesso tendono a stimolare maggiormente il sentire, come ad esempio nel servizio della carità verso i poveri, ma la devozione eucaristica, precisamente si basa esclusivamente sulla fede, sulla fede pura del Mysterium fidei (“Præstet fides Supplementum sensuum fede defectui : che la fede sostenga la debolezza del sentire; Pange Lingua.)

Pertanto, “questo culto di adorazione si fonda su un motivo serio e solido, che l’Eucaristia è già sacrificio e sacramento insieme, e si distingue dagli altri non solo perchè comunica la grazia, se non perchè racchiude stabilmente il suo stesso Autore”.

“Quando la Chiesa ci invita ad adorare Cristo, nascosto sotto i veli eucaristici, e a chiedergli i doni spirituali e temporali di cui abbiamo bisogno in qualsiasi momento, manifesta la fede viva con cui crede che il suo Sposo divino viva realmente sotto questi veli, gli esprime la sua gratitudine e gioisce della sua intima familiarità “(Mediator Dei 164).

Il culto eucaristico, stabilendo i quattro fini del Santo Sacrificio, rappresenta il culto rivolto al glorioso Figlio incarnato, che vive e regna con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. E’ quindi un culto che rivolge alla Santa Trinità l’adorazione che gli si deve (+Cena Dominicae 3).

L’Eucaristia è il più grande tesoro della Chiesa offerto a tutti affinché tutti possano ricevere attraverso essa abbondanti grazie e benedizioni. L’Eucaristia è il sacramento del sacrificio di Cristo, del quale facciamo memoria e che rendiamo attuale in ogni Santa Messa ed è anche la sua Presenza viva in mezzo a noi. Adorare è entrare in relazione intima con il Signore presente nel Santissimo Sacramento.

Adorare Gesù nel Santissimo Sacramento è la risposta di fede e di amore a Colui che essendo Dio, si è fatto uomo, si fece nostro Salvatore , ci ha amati fino a donare la sua vita per noi e continua ad amarci di amore eterno. È il riconoscimento della misericordia e della maestà del Signore, che ha scelto il Santissimo Sacramento per rimanere con noi fino alla fine del mondo.

Il cristiano adorando Cristo riconosce che Egli è Dio, e il cattolico adorandolo davanti al Santissimo Sacramento testimonia la sua Presenza reale , vera e sostanziale nell’Eucaristia. I cattolici che adorano non solo compiono un atto sublime di devozione, ma anche danno testimonianza del più grande tesoro che ha la Chiesa , il dono di Dio stesso, il dono che fa il Padre del Figlio, il dono di Cristo di se stesso, il dono che proviene dallo Spirito: l’Eucaristia.

Il culto eucaristico è sempre di adorazione. Anche la comunione sacramentale implica necessariamente l’adorazione. Questo ricorda il Santo Padre Benedetto XVI in Sacramentum Caritatis quando cita S. Agostino: “Nessuno mangi questa carne senza prima adorarla … peccheremmo se non la adorassimo” (SC 66). In un altro senso, l’adorazione è comunione, non solo sacramentale, ma sostanzialmente spirituale. Se la comunione sacramentale è prima di tutto un incontro con la Persona del mio Salvatore e Creatore, l’adorazione eucaristica è una estensione di tale riunione. Adorare è un modo sublime per rimanere nell’amore del Signore.

Quindi, vediamo che l’ adorazione non è qualcosa di facoltativo, opzionale, che si puo’ o non si puo’ fare, non è una devozione in più, ma è necessaria, è un dolce obbligo d’amore. Papa Benedetto XVI ci ricordava che l’adorazione non è un lusso ma una priorità.

Chi adora da testimonianza d’ amore, dell’amore ricevuto e dell’ amore ricambiato, e molto di più da testimonianza della propria fede.

Davanti al mistero ineffabile non ci sono parole, solo silenzio adorante, solo presenza che parla ad un’altra presenza. Solo l’ essere creato davanti all’ Essere, davanti all’ unico Io sono, da dove viene la sua vita. È lo stupore di chi sa che Dio è qui! Veramente qui!

adorazione 02

 

Perché l’Adorazione Eucaristica perpetua?

Perché è il nostro modo di dare una risposta costante nel tempo a Colui che è Dio e che non cessa di amarci di amore eterno. L’ Adorazione Eucaristica Perpetua comporta però, come conseguenza di quanto sopra, un altro merito: in tempi in cui le nostre chiese sono spesso chiuse, una cappella sempre aperta per chiunque ci voglia andare a qualsiasi ora del giorno o della notte, è come le braccia sempre aperte di Gesù, disposto ad accogliere tutte le persone. E ‘anche una risposta al grido di Papa Giovanni Paolo II, diventato anche quello di Benedetto XVI: “Aprite le porte a Cristo! Spalancate le porte a Lui!”

Le ragioni che rendono l’Adorazione Perpetua unica sono che il Signore è adorato incessantemente e che la chiesa è sempre aperta.

Infatti, in una cappella di Adorazione Perpetua, la fraternità eucaristica formata dagli adoratori, prega a tutte le ore del giorno e della notte, innalza lodi, suppliche, ringraziamenti, benedizioni e ripara, dando grande onore e gloria al Signore come comunità ecclesiale.

I fedeli che si susseguono giorno e notte offrono una grande testimonianza di fede, una testimonianza che aiuta e interpella il mondo, attrae coloro che cercano Dio e richiama l’attenzione di chi è lontano dal Signore perchè si avvicini a Lui.

La cappella di Adorazione Perpetua è la sorgente di acqua viva che disseta la sete di vita, è un faro nella notte del mondo, è la porta sempre aperta al Cielo. Da lei si diffondono grazie e benedizioni che portano a grandi conversioni.

Papa Benedetto XVI insiste: “abbiamo bisogno di riscoprire la preghiera, la contemplazione”.

A questo proposito, l’Adorazione Eucaristica Perpetua crea una comunità contemplativa dove centinaia di persone in preghiera ininterrotta scoprono la bellezza e la ricchezza dell’ incontro con Dio, facendo esperienza diretta di Dio, entrano in intimità con Lui e desiderano conoscerlo sempre più, con il risultato di una maggiore crescita spirituale.

Il silenzio col quale si adora nella cappella permette quel raccoglimento che consente l’incontro con il Signore e il suo ascolto. In Italia sono 68 le cappelle per l’adorazione eucaristica perpetua.

Adorare Dio è una vocazione e una chiamata per tutti, è l’essenziale della vita cristiana, è anticipazione di ciò che siamo chiamati a fare per tutta l’eternità. Adorando, il nostro volto diventa raggiante e sereno. “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti” (Sal 33, 6). L’Adorazione non è un’iniziativa tra le altre o un progetto pastorale tra tanti, ma è il fondamento di ogni attività, di ogni iniziativa. “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal 126, 1). Va fatta sempre, giorno e notte, come fonte e sfondo di ogni cosa che avvenga nella Chiesa.

Papa Benedetto XVI, nella Esortazione Apostolica postsinodale “Sacramentum caritatis”, al n. 67, invita ad “individuare chiese od oratori da riservare appositamente all’adorazione perpetua” ed esprime ammirazione e sostegno a quelle associazioni di fedeli che assumono “questa pratica come loro speciale impegno, diventando fermento di contemplazione per tutta la Chiesa e richiamo alla centralità di Cristo per la vita dei singoli e delle comunità”.

Anche la Congregazione per il Clero ha mandato a tutti i vescovi del mondo una nota esplicativa per l’incremento della pratica dell’Adorazione Eucaristica continuata a beneficio di tutti i sacerdoti e delle vocazioni sacerdotali. Nella nota si legge: “La Congregazione per il Clero esprime la propria gratitudine agli Ordinari che si faranno animatori di un tale progetto, che non mancherà di rinnovare spiritualmente il Clero e il popolo di Dio delle loro Chiese particolari”.

 adorazione 01

Quali sono i frutti dell’Adorazione Eucaristica Perpetua

L’adorazione porta soprattutto all’intimità con il Signore e ad approfondire tale intimità. Per nessun adoratore Gesù è un estraneo. L’adorazione permette di vivere più intensamente, con maggiore partecipazione, le celebrazioni eucaristiche.

Chi adora incontra la pace, una pace sconosciuta al mondo. Sono moltissime le testimonianze in tal senso. Persone che mai misero piede in una chiesa e che improvvisamente per qualche motivo o perché il Signore le ha chiamate entrano in una cappella di adorazione e incontrano la pace a loro sconosciuta, quella che solo puo’ dare il Signore.

La cappella di Adorazione Perpetua offre a tutti un luogo per fermarsi dal cammino frenetico della vita. Offre loro uno spazio per riflettere e lasciarsi interrogare dalla Presenza di quel Dio che ci ha creati e ci salva.

La cappella sempre disponibile è spazio di incontro e di riposo nel cammino, perchè lì sta Colui che ci offre la vera pace, non come ce la da il mondo.

E’ stupefacente vedere quante persone anonime passano e si fermano nella cappella silenziosa dove il Santissimo Sacramento è sempre esposto, e trascorrono un tempo considerevole, immerse nel loro mondo interiore. Spesso si tratta di persone che provengono da luoghi lontani, anche non cattolici, o invitati da amici. Molti vengono “solo così, per caso” e si sentono attratti dal potere invisibile e irresistibile del Signore.

Un altro vantaggio nel luogo in cui è insediata l’Adorazione Perpetua è il servizio di guida spirituale e di confessione.

L’ Adorazione Eucaristica, in generale, e quella perpetua in particolare, favoriscono la partecipazione al sacrificio eucaristico nella Messa nella misura in cui l’adorazione significa restare con Colui che si è incontrato nella comunione sacramentale.

Attraverso l’ Adorazione Perpetua si scopre e promuove l’unità intorno a Gesù eucaristia rendendo gli adoratori consapevoli di essere parte di una comunità eucaristica, ciascuno dei quali è anello della catena ininterrotta di adorazione.

I frutti sono innumerevoli: di conversione, di salvezza, di guarigione di vecchie ferite, di perdono, di riconciliazione, di nascita di vocazioni alla vita religiosa o al matrimonio.

Già Giovanni Paolo II nella sua enciclica Ecclesia de Eucharistia disse: “Il culto eucaristico fuori della Messa è di valore inestimabile nella vita della Chiesa … E’ bello stare con Lui e appoggiati al suo petto, come il discepolo prediletto, essere toccati dall’amore infinito del suo cuore … C’è un ripetuto bisogno di stare molto tempo in spirituale conversazione, in adorazione silenziosa, in atteggiamento di amore davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento “. E aggiungeva: “Quante volte, miei cari fratelli e sorelle, ho fatto questa esperienza, e ho preso forza, consolazione, sostegno” (EE n.25).

Oggi, più che mai, dobbiamo recuperare tutto il rispetto e l’amore per l’Eucaristia e iniziare a prendere coscienza del bene infinito che ci è stato dato. Il Magistero della Chiesa insiste – come diceva Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica per l’Anno Eucaristico 2004 – nel voler recuperare “lo stupore eucaristico”. La routine delle celebrazioni fa sì che si perda questo stupore, questa meraviglia del dono più grande che Dio ci ha fatto dopo la sua incarnazione e dopo cio’, del suo sacrificio redentore

Multimedia

«La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell'amore.. Non risparmiamo il nostro tempo per andare a incontrarlo nell'adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione» . ( Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae, n.3)

L’Adorazione eucaristica è uno dei pilastri su cui si fonda la comunità “Eccomi, manda me!”. Padre Salvatore l’aveva iniziata già nel 1988 per poi averla tutti i giorni nella chiesetta di S. Vito a Ragusa e il sabato notte in un’altra chiesa. Ma questo a padre Salvatore non bastava, il suo sogno era che Gesù Eucaristia fosse adorato ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno. Sogno che lui non è arrivato a vedere in vita ma al quale ha partecipato con la sua preghiera dal cielo, e che si è realizzato il due febbraio 2008, giorno in cui ha avuto inizio l’Adorazione eucaristica perpetua nella chiesa di S. Vito.

Dopo una Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale, il Vescovo mons. Paolo Urso – con una folla di fedeli che lo seguiva in processione – ha dato inizio all’Adorazione Perpetua nella chiesetta di san Vito. "In questa Chiesa - ha aggiunto monsignor Urso - 24 ore su 24, 365 giorni su 365, vogliamo, in tutti i giorni e in tutte le ore, contemplare il mistero dell'amore di Dio".

Da allora, nella Comunità diocesana una chiesa è sempre aperta, giorno e notte, per permettere a tutti, a chiunque e in qualsiasi ora, di attingere alla Fonte della Vita.

Centinaia sono i fedeli che hanno già preso un proprio turno di Adorazione settimanale e dinanzi al trono dell’Agnello le loro ginocchia si piegano, con costanza e perseveranza, perchè, giorno e notte, si possa oggi e sempre cantare “Santo, santo, santo il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!” (Ap 4, 8).

L’Adorazione Eucaristica Perpetua è segno di contraddizione, scandalo per coloro che non pregano e stoltezza per coloro che non credono.

Come è possibile, per un padre di famiglia che la mattina deve andare presto a lavorare, alzarsi nel cuore della notte per adorare Dio? Una volta ogni tanto va bene, ma tutte le settimane no! Il ‘buon senso’ degli uomini direbbe che non è possibile. Ma spesso è proprio il ‘buon senso’ che allontana il discepolo da Gesù. È solo se si crede realmente che Dio è presente nell’Eucaristia che è possibile far questo e, nell’esperienza, si constata quanto il ‘buon senso’ si sbagliasse. Solo provandolo, infatti, si gusta quanto Gesù ci aveva già assicurato: “Il mio giogo è dolce, il mio carico leggero”.

L’Adorazione eucaristica perpetua ha una struttura organizzativa dinamica e che coinvolge i laici; i ventiquattro responsabili delle fascie orarie hanno il compito iniziale di organizzare lo schema dell’adorazione per ogni ora del giorno e della notte.

Nella Diocesi di Ragusa, oltre alla chiesa di San Vito a Ragusa, l’Adorazione Eucaristica è presente a Comiso nella Chiesetta San Giusippuzzu e a Marina di Ragusa.

Multimedia

Contatti

Comunità "Eccomi, manda me!"

Via don Salvatore Tumino, 15
Contrada Pozzillo
97100 Ragusa (RG)

Telefono
+39 0932.669314
+39 339.7412225

Email
info@eccomimandame.it

Info corsi
scuola@eccomimandame.it