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In ricordo di don Salvatore Tumino

07 Giugno 2021

Sono già passati 19 anni dal giorno in cui il nostro amatissimo P. Salvatore Tumino ha varcato le porte del Cielo, lasciando tantissimi figli spirituali nello “sgomento”. Lui si è allontanato dalla vista dei nostri occhi, ma di certo non si è allontanato dal nostro cuore e soprattutto, essendo lui stato un cartello autostradale che ci ha saputo indicare la via che conduce a Gesù, ha lasciato un segno indelebile nella nostra vita. Questo ci permette di parlare di lui, non con nostalgia, ma con il desiderio di custodire e far fruttificare, per la gloria di Dio e per la salvezza di tanti fratelli, la grande eredità che ci ha lasciato.

E’ stato molto bello ascoltare le testimonianze di Caterina della Slovacchia, di suor Grace (che oggi si trova in Puglia) e suor Maria degli Angeli che attualmente vive a Roma. Sono tre consacrate che hanno avuto la gioia di vivere insieme a P. Salvatore per diversi anni nella casa della comunità. Ciascuno di loro ha ricordato con gioia i tanti momenti vissuti insieme a quello che, loro stesse definiscono, essere un “santo”.

Viveva ciò che diceva” questo è ciò che fa la differenza nella vita di P. Salvatore, lui non era solo un bravo predicatore, molto carismatico, travolgente con la sua risata, ma era un testimone autentico.

E’ intervenuto anche P. Giovanni Nobile, sacerdote di Ragusa, il quale ha ricordato tante esperienze di evangelizzazione vissute insieme a P. Salvatore ed in particolare il momento in cui loro, per la prima volta, hanno appreso il metodo delle Cellule di Evangelizzazione, durante un convegno di Rimini del Rinnovamento.

Padre Giovanni racconta: “P. Salvatore era un uomo instancabile perché sentiva forte nel suo cuore l’urgenza di evangelizzare, correva sempre, andava sempre di fretta! Era sempre più veloce degli altri, non solo perché era più giovane, ma perché aveva una statura spirituale “non comune”.

Faremmo un torto a P. Salvatore se ci soffermassimo troppo su di lui, perché lui non voleva mai stare al centro della scena, la sua vita è stata, così come san Giovanni Battista, un continuo indicare Lui, Gesù, il vero Dio che bisogna Adorare e Amare.

Don Salvatore ha lasciato una bellissima eredità ai suoi figli spirituali, la Comunità “Eccomi, manda me!”, fondata su 2 cardini: l’Adorazione Eucaristica e l’Evangelizzazione.              

Padre Tonino, assistente spirituale della Comunità, ha concluso dicendo che oggi la comunità non è uguale a quella degli inizi ma ha camminato ed è andata avanti rimanendo sempre fedele al carisma del suo fondatore. Ha continuato dicendo ancora che ciò che cambia in un cammino comunitario non è la sostanza delle cose o il carisma suscitato, ma le modalità e le forme con cui si porta avanti il carisma stesso adeguandosi ai tempi e alle diverse nuove esigenze. Guai a rimanere fermi nella nostalgia del passato.

La Comunità è stata come un albero con tanti rami e ogni ramo ha portato tanto frutto. A prova di ciò, abbiamo ascoltato la testimonianza di Katya. Lei non ha conosciuto personalmente P. Salvatore ma attraverso la testimonianza di tanti suoi figli spirituali. Inserita nelle Cellule, membro attivo della Scuola di Evangelizzazione, oggi è membro definitivo della Comunità “Eccomi, manda me!”. Ecco il frutto che rimane che dà autenticità alla missione di P. Salvatore.

Non possiamo fare altro che lodare Dio per il dono di P. Salvatore e continuare sulla via che lui ci ha indicato.  

ndr: Potete rivedere l'incontro da questo link