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Giorni di grazia

21 Agosto 2020

Giorni di grazia

Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!

È come olio prezioso versato sul capo,

che scende sulla barba, la barba di Aronne,

che scende sull'orlo della sua veste.

È come la rugiada dell'Ermon,

che scende sui monti di Sion.

Perché là il Signore manda la benedizione,

la vita per sempre. (sal.132)

Non c’è modo migliore per descrivere quanto il Signore ha donato alla nostra comunità che incominciare con questo salmo perché dopo mesi di isolamento e di lontananza, è stato veramente bello ritrovarsi insieme, osservando tutte le misure di distanziamento, a lodare e ascoltare la parola di Dio.

Due giornate di ritiro nella casa San Luca (17 e 18 Agosto 2020) tra il silenzio della natura e le risate gioiose dei fratelli, momenti di deserto e momenti di adorazione. Due giornate in cui la parola di Dio è stata nostra compagna e guida attraverso il dono di un fratello speciale che per noi l’ha spezzata: P. Jacques Philippe religioso, presbitero, teologo e scrittore francese della Comunità delle Beatitudini.

Il ritiro ha avuto come titolo “Vivere alla presenza di Dio”, come imparare a entrare in contatto con Dio nella nostra vita quotidiana e partendo dalla storia di Abramo, al capitolo 17 del libro della Genesi, dove Dio gli chiede «Io sono il Dio onnipotente; cammina davanti a me e sii integro” abbiamo visto come questo invito ci riguarda personalmente.

Vivere alla presenza di Dio non significa stare sempre in chiesa ma scoprire che ci sono diverse vie, luoghi che ci permettono di trovare Dio nella nostra vita, padre Jaques ne ha indicate alcune:

Il creato: si può accedere alla presenza divina attraverso la bellezza della natura dove tutto è una lode al Creatore. Dalla bellezza di un tramonto allo scintillio delle stelle, dalla forza del mare all’aprirsi della corolla di un fiore tutto – come dice il salmista – canta e grida di gioia (cfr. Sal 65,14). Con la sua sola esistenza ogni essere dà lode a Dio. «Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia e hanno gioito; egli le ha chiamate ed hanno risposto: “Eccoci!”, e hanno brillato di gioia per colui che le ha create» (Bar 3,34-35).

Contemplare la bellezza della natura suscita nel cuore il desiderio di conoscere il Volto di Colui che nelle creature si rivela e ci aiuta a sviluppare in noi la capacità di accogliere qualcosa che non è frutto delle nostre forze ma è semplicemente dono di Colui che ci ama e questo ci porta ad essere riconoscenti.

L’umanità di Gesù: nella vita storica e umana di Gesù “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Colossesi 2), i momenti della vita di Gesù, la sua nascita, la sua infanzia, la sua vita nascosta a Nazaret, la sua vita pubblica, la sua morte e risurrezione, la sua ascensione sono realtà passate per quanto riguarda l’aspetto storico ma ancora oggi comunicano doni di grazia a chi vi si accosta perché l’amore con il quale sono state vissute da Gesù è un amore che non passerà mai.

Contemplare questi misteri della vita di Gesù ci permette di sentire la sua presenza nella nostra vita.

La parola di Dio: è importante per l’uomo di oggi frastornato da tante parole, trovare una parola che sia solida, alla quale potersi affidare e sulla quale edificare la propria vita. La parola di Dio ha molti aspetti: a volte ci consola, ci incoraggia, a volte è esigente come una spada che penetra i pensieri del nostro cuore e ci aiuta a riprendere la strada giusta. Per poter superare i momenti difficili non è importante ragionare troppo per cercare subito una soluzione ma ricordarsi una parola di Gesù, ripeterla tante volte e piano piano il nostro cuore ritrova la pace perché la parola penetra dentro di noi e mette ordine, calma le tempeste. La presenza di Dio nel cuore della persona: incontrare Dio che abita dentro di noi, una realtà molto bella ma poco conosciuta perché troppo spesso viviamo fuori di noi. I grandi santi come Caterina da Siena, San Teresa d’Avila hanno sempre affermato che l’uomo deve farsi una piccola dimora dentro il cuore dove Dio dimora e ogni tanto raggiungere questa presenza divina e adorarlo attraverso piccole preghiere, di pochi secondi, che non distolgono dalle occupazioni quotidiane ma permettono di guadagnare tempo.

«Dobbiamo ritrovarci in noi stesse anche in mezzo alle occupazioni, essendoci sempre di gran vantaggio ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell'Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci insieme che per parlare con Lui non occorre alzare la voce. Se ne prenderemo l'abitudine Egli si farà sentire presente». (Teresa d’Avila)

La presenza di Dio nel fratello: in ogni anima esiste una presenza di Dio, talvolta offuscata dalle ferite, dal peccato ma non dobbiamo perdere mai lo sguardo di fede che ci permette di vedere in ogni fratello qualcuno amato in maniera speciale da Dio. L’amore verso Dio spinge sempre verso i fratelli perché sono il corpo di Cristo e viceversa, l’amore per i fratelli spinge a tornare alla fonte di tutto che è l’amore di Dio.

Colui che vive la carità nel suo ambiente, con quelli che lo circondano, con gesti semplici, concreti è come uno che ricostruisce quello che è distrutto perché ogni atto di carità è molto più grande di ciò che sembra. ​

Come terra assetata e inaridita il Signore ha ricolmato i nostri cuori della sua grazia, della sua pace, ha riacceso il desiderio di seguirlo e di servirlo nei fratelli. Con la gioia nel cuore la comunità è di nuovo pronta a ridire il suo eccomi a Gesù e a riprendere il largo per la pesca.

Prendi il largo” è rivolto anche a te che leggi!

Buon cammino.