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Missione negli ospedali

14 Febbraio 2020

MISSIONE NEGLI OSPEDALI

Oggi la chiesa ha una sensibilità particolare verso i malati, verso coloro che soffrono. Chiaramente non è una novità. Ma oggi, come non mai, questa sensibilità si traduce in esperienze concrete”. 

Questo scriveva don Salvatore Tumino fondatore della comunità “Eccomi, manda me!” circa 20 anni fa in un suo testo “Esperienze di nuova evangelizzazione” e questa missione di evangelizzazione viene portata avanti ancora oggi nei due ospedali di Ragusa e portata avanti da una equipe di fratelli che hanno sentito la chiamata a visitare gli ammalati.

La malattia normalmente suscita spavento, genera preoccupazione, provoca tristezza e soprattutto determina un senso di angoscia e solitudine che sono la causa del dolore interiore. Per queste ragioni è essenziale rimanere vicini non solo ai malati ma anche ai parenti delle persone malate, in quanto la malattia, prima di alterare il normale funzionamento del corpo, aggredisce il cuore dell’uomo rendendolo debole e trascinandolo in un vortice di disperazione e solitudine interiore.  La vicinanza agli infermi è una medicina di misericordia capace di guarire il cuore dell’uomo.

Con l\'apertura del nuovo ospedale “Giovanni Paolo II\" a Ragusa, la chiamata a visitare, consolare gli ammalati è aumentata: i reparti sono più grandi e i cappellani dei due ospedali gradiscono e richiedono le nostre visite. Tutta la comunità ha risposto con gioia e generosità a questo ministero sapendo che “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 

Come si svolge questa evangelizzazione?

In modo molto semplice....

Si portano delle coroncine del SS. Rosario e la preghiera della Divina Misericordia agli ammalati dei vari reparti. Con molta semplicità ci si accosta al malato, con un sorriso, con una stretta di mano, senza mai dare alcun consiglio, ma solo, con tanta amabilità, si ascolta chi ha il desiderio di condividere con noi la propria sofferenza, il proprio dolore e poi, si chiede dell\'ammalato, se gradisce fare una preghiera insieme. 

Per chi accetta, si prega in modo spontaneo, affidando a Dio quell\'ammalato, chiamandolo per nome, e chiedendo allo Spirito Santo di donare pace, consolazione, forza, guarigione nel corpo e nell\'anima. Si conclude con un\'Ave Maria, recitata insieme.

Con nostra grande sorpresa, la maggior parte delle persone visitate, accolgono la preghiera e gradiscono la nostra visita. Con tanti, si condivide la nostra esperienza di fede e i cuori si aprono per accogliere l\'Amore di Gesù. 

I loro sguardi rimangono nei nostri cuori e la nostra preghiera continua incessante per ciascuno di loro. Si va\' per donare, ma si ritorna con il cuore pieno di gioia per aver visitato Gesù, presente in ciascun ammalato. Il mondo ha bisogno di persone che abbiano il coraggio di seminare il bene e di portare la misericordia ai più bisognosi. Nelle Sacre Scritture troviamo un consiglio saggio che risveglia il nostro cuore all’assistenza dei fratelli malati: “Non indugiare a visitare un malato, perché per questo sarai amato” (cfr. Sir 7, 35). Credeteci: i vostri piccoli gesti d’amore possono rendere il mondo migliore.

Lode e gloria al nostro Signore