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Davide cantore della misericordia di Dio

30 Agosto 2022

Riempi di olio il tuo corno e parti. (1 Sam 16,1)

Sono le parole che Dio dice al profeta Samuele per andare ad ungere il futuro re Davide che Dio aveva scelto, dopo avere perso la fiducia in Saul. Dio manda a consacrare un suo figlio che nessuno avrebbe mai scelto e che sarà il grande re Davide cantore della misericordia di Dio.

È questo il titolo di un corso che questa estate abbiamo ricevuto io come sacerdote e altri fratelli da alcuni membri della comunità “Eccomi manda me”. Il corso si è tenuti presso la casa di spiritualità San Luca nei giorni 17 e 18 agosto.

Attraverso la vita e la storia di questo personaggio biblico molto conosciuto, in modo particolare per la discendenza che dà a Colui che è il vero e unico Re dell’universo, Cristo Gesù nostro Signore, ci è stato tracciato un percorso di vita che appartiene alla storia di ogni uomo. La figura umana di Davide prima come pastore scelto da Dio e poi come re del suo popolo Israele, ci ha fatto rivedere la nostra storia nella storia di Dio.

La chiamata che Davide riceve è impensabile se la inseriamo nei criteri di valutazione umana, dove viene solitamente scartato chi non ha determinate caratteristiche. Sempre, purtroppo la logica del più forte, del più bello, del più intelligente, del più capace, del perfetto ci sembra che sia la scelta migliore, come è avvenuto infatti per la scelta che il popolo di Israele aveva fatto per Saul. Tuttavia quella scelta pur essendo benedetta da Dio, risulterà fallimentare, non per la fragilità di Saul ma per la sua mancanza di timore di Dio. In Davide, invece, vediamo certamente un uomo non diverso da Saul per certe caratteristiche, ma tuttavia con un cuore aperto e innamorato del Signore. Lui confida nel suo Dio, nel “nome del Signore degli eserciti”, come lo chiama quando sta per uccidere Golia il filisteo. Il cuore di Davide è un cuore tutto donato per il Signore, si fida ciecamente di Lui, per questo Dio lo benedice, lo rende vittorioso in ogni sua impresa. Il Signore è con lui. Davide questo amore per il Signore lo esprime in molti modi. Dio aveva donato a lui tanti doni, il canto, la poesia, il ballo, un’intelligenza arguta. Siamo dinanzi ad un uomo che è fiero di essere figlio di Dio.

Avere davanti questa figura così imponente, così bella, ci ha fatto scoprire il nostro essere figli amati da Dio, scelti da Lui, non per le nostre capacità, che certamente Lui ci ha donato, ma perché siamo figli, ci ama così come siamo. Dio dunque si prende cura di noi, ci viene a cercare nel luogo dove noi viviamo, ci sceglie, ci benedice, ci inonda del suo amore.

Dio fa di Davide un prodigio. Tuttavia Davide inizia a scoprire la sua debolezza, perché quando l’uomo si sente troppo sicuro di se, quello è il momento in cui ci allontaniamo da Dio, la nostra fede vacilla. In Davide accade quello che accade ad ognuno di noi la scoperta dei limiti dei difetti che non riusciamo a togliere malgrado facciamo continuamente l’esperienza della misericordia di Dio attraverso il sacramento del perdono. Il sacramento del perdono che si può anche chiamare della gioia, della misericordia, dell’abbraccio di Dio al figlio amato che rientra nel cuore del Padre ci fa esperimentare che Dio ci ha già perdonato, tuttavia c’è un perdono che noi facciamo fatica a ricevere ed è il perdono di noi stessi nei nostri confronti.

Davide fa l’esperienza del peccato nella sua vita e questa esperienza lo segnerà per sempre, perché lo farà diventare un uomo vero, un uomo solo per Dio, un uomo con il cuore rivolto verso Colui che è il fine ultimo della vita di ogni uomo, un uomo a sua volta consapevole delle sue inclinazioni errate e di conseguenza capace di sapere discernere nella sua vita il bene dal male. Dio sempre scrive dritto sulle righe storte della nostra vita, e si serve di queste righe storte per salvare altri suoi figli che vivono nella menzogna, ingannati dal maligno.

Quando Davide scopre l’azione di Dio nella sua vita, il cambiamento che Dio è capace di fare in Lui e dunque il passaggio dal confidare in sè stesso e dunque ricevere elogi per le sue capacità al confidare totalmente nel Signore. Da quel momento Davide canterà la misericordia di Dio nella sua vita non soltanto con il canto ma con la ricerca costante del volto di Dio nel suo cuore. “Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto”. È quello che avviene nella nostra anima quando passiamo dalla meditazione all’orazione, cioè la contemplazione del volto di Dio. Per cui l’obiettivo non è solo il miglioramento personale, ma il dialogo con Dio e, più in là l’intimità con Lui e la contemplazione.