Nei giorni 22 -24 agosto, presso la casa di spiritualità S. Luca, la comunità “Eccomi, manda me!” di Ragusa ha tenuto il corso “Abramo, pellegrinaggio nella fede”, ricevuto a sua volta all’inizio dell’anno dal centro Kerygma guidato da Carlos Macias De Lara.
Ecco di seguito alcune testimonianze di fratelli che vi hanno partecipato:
Sotto invito dei miei genitori, ho deciso di partecipare a questo corso, e scrivendo questa testimonianza alla fine del percorso posso dire che lo rifarei altre mille volte, e anche di più.
Abramo spesso lo conosciamo come un personaggio biblico quasi irraggiungibile, invece, vivendo questo corso, ho visto un uomo come noi, un uomo fatto di ombre e luci, proprio come noi. Abramo è un uomo che ci assomiglia, un uomo concreto, che ha fiducia in Dio: non aspetta di vedere per credere, ma crede e poi vede.
Ho vissuto a pieno questo corso, ho rivisto Abramo in me e nei fratelli accanto a me. Ho ascoltato storie di tante persone che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo. Ogni persona che raccontava di sé lasciava in me qualcosa.
Ho pianto, ho riso, ho pensato, ho amato…
Ho incontrato volti, storie, che non sono altro che la conseguenza della promessa che Dio aveva fatto ad Abramo attraverso Isacco.
"Chiamare è voce del verbo amare": questa è stata una delle frasi che più mi ha colpito, perché non si riferisce solo alla chiamata di Dio aveva verso Abramo, ma anche verso ognuno di noi.
Dio ha un progetto per ciascuno, un piano, e durante la nostra vita ci chiama — come ha fatto con me- attraverso questo corso.
Le catechesi ci hanno trasmesso la figura di Abramo in modo umano. Tra i vari insegnamenti, quello che mi ha profondamente colpito, che mi ha fatto pensare molto, è stato quello di Giovanna. La sua testimonianza di vita è stata molto forte ed emozionante. Ho capito tanto. Avrei voluto abbracciarla: la sua fede mi ha colpito e mi rimarrà sempre nel cuore.
Sono stati momenti di formazione, di crescita spirituale e umana.
Il servizio di ogni membro dell’équipe ha reso ancora più emozionante questa esperienza. Questo corso sarà per me un inizio molto importante nella vita spirituale, ho percepito veramente la presenza di Dio sia nelle persone che nei momenti vissuti tra insegnamenti e dinamiche molto speciali. (Giuseppe Dimartino)
Alla proposta di partecipare al corso “Abramo”, da parte di mio padre, subito risposi con grande gioia ma anche con qualche “timore e tremore”. Questi due ultimi aggettivi usati non sono stati usati casualmente, infatti già prima di ricevere l’invito avevo deciso di intraprendere l’approfondimento di Abramo attraverso la lettura del libro “Timore e tremore” del filosofo Kierkegaard, ma non ero riuscito ad avanzare nella lettura.
A seguito dell’invito mi ero ripromesso di terminare la lettura prima che iniziasse il corso, così da poter arrivare un minimo preparato, ma non ero riuscito ad avanzare nella lettura e non capivo perché. Come un torpore, un sonno intellettuale mi assaliva, ora al termine del corso ho inteso cosa significasse questa aridità e noia nel leggere: il Signore ha voluto sottolineare che non tutto può essere conosciuto e inteso dalla nostra imperfetta umanità e che solo attraverso il Suo aiuto possiamo prendere parte al suo Mistero. Inoltre mi ha fatto capire che Lui è riuscito in questi giorni, attraverso i fratelli che hanno predicato il corso, a farmi capire e intendere un altro aspetto della fede, il suo aspetto concreto che risulta compiuto nella grande e fragile figura di Abramo. Esatto, fragile! Esatto, grande! La conciliabilità dell’umana fragilità e della divina forza ha colpito in pieno il mio cuore: Dio si serve dell’umanità umile e misera per compiere gloriosi disegni, Dio compie promesse che non tarda a rispettare; per cui l’uomo deve sperare l’insperabile.
Ricordiamo che coLui che per primo ha scommesso su di noi è proprio Dio, la sua alleanza con Abramo, come appreso dal corso, è una alleanza che parte proprio da Lui! Un’alleanza in cui Lui per primo si fida di noi e dalla quale non si slegherà mai! Un fattore fondamentale per poter al meglio adempiere la sua volontà è l’obbedienza, un’obbedienza che non ci fa schiavi di un padrone ma figli di un Padre, un Padre buono, santo e misericordioso. L’obbedienza deve essere perpetua e cieca, deve essere presente anche durante la prova e la tentazione, perché solo da Lui proviene la forza e la possibilità di superare illesi la tentazione e la prova, ma se qualche caduta ci fosse stata è bene riuscire a rialzarsi e a continuare il cammino verso Dio. Attraverso l’obbedienza si sviluppa e si accresce la virtù della pazienza, pazienza ormai assente nell’odierna società, ma virtù necessaria per la comprensione della volontà divina, essa prova l’uomo e lo accresce e lo fortifica. Ecco! Noi uomini dobbiamo crescere ma non dobbiamo mai dimenticare che siamo uomini, uomini fallibili, fragili, miseri, ma ho inteso che Dio inizia le sue grandi opere proprio da uomini comuni, fragili, umani, che assiste e ai quali dona la forza per percorrere il grande cammino da Lui segnato. In questi giorni di intensa preghiera e forti emozioni ho capito molto di ciò che il Signore vuole da me e ciò che mi chiama a fare, Egli continua a sottolineare che senza di Lui nulla posso compiere e che è solo in Lui la forza e il sostegno che fortifica, aiuta, conduce avanti. La grazia e la preghiera però non possono concludersi con la fine del corso Abramo, esso è solo una tappa nel cammino di fede, una tappa importante, una tappa fortificante ma non è il suo compimento ultimo; esperienze di guarigione come il corso Abramo sono necessarie all’uomo e al suo animo, così come è stato per me, ma invito tutti a non terminare la grazia in quei due-tre giorni di ritiro; la nostra fede, il nostro cammino, deve essere, ed è, come il cammino di Abramo, un cammino in cui sono presenti prove, promesse, deserti, intercessioni, errori, alleanze, un cammino che deve condurci alla salvezza eterna e al raggiungimento del Sommo Bene che è Dio. Attraverso la sua fedeltà e il nostro impegno, possiamo noi come Abram mutare il nostro nome in Abramo, possiamo noi slegare ciò che tiene alto il nostro ego, possiamo noi riuscire a raggiungere la Gerusalemme Celeste, meta ultima dell’uomo, in cui Dio ci attende amorevole e misericordioso! Possa l’intercessione del fedele padre Abramo illuminare le nostre menti e condurci al meglio verso coLui che è, era e sarà! (Domenico Dimartino)
Nel mezzo della celebrazione del nostro 47º anniversario dalla fondazione della nostra Comunità Jesus es Señor, abbiamo ricevuto l’invito della COMUNITÀ “ECCOMI, MANDA ME!” a partecipare al corso Abramo svoltosi dal 22 al 24 Agosto 2025 a Modica nella casa di spiritualità San Luca.
Per ciascuno di noi è stato particolarmente significativo ed arricchente rivedere le nostre Luci e Ombre attraverso la vita di Abramo, dalla prospettiva della sua umanità, che diventa un paragone capace di risuonare nella nostra stessa vita con la Forza dell’Amore e della Misericordia del Signore.
Come Comunità Cristiana Gesù è Signore d'Italia, fondata in Venezuela nel 1979, siamo particolarmente grati per questa esperienza di intensa vita comunitaria, vissuta insieme a Padre Fabio, Carmelitano e alla vostra splendida Comunità.
Abbiamo contemplato la nostra vita sotto la Signoria di Cristo con il Fuoco della Pentecoste! Mille grazie!
(Fr. Emiliano Cappello, Fr. Randy Albornoz, Sr. María José Albornoz, Fr. Eduardo Albornoz e Sr. Rina Alvarado)
Il viaggio di Abramo è il viaggio del nostro cuore, della nostra vita. La luce e le ombre di Abramo sono la mia luce e le mie ombre.
Sono stata rinnovata nel cammino della Fede. Piena di letizia e di gioia, perché il Signore ha fatto tantissimo per me in questo incontro.
Il Signore Gesù è venuto ogni giorno con il fuoco del suo amore, dal suo cuore ardente, e ha parlato al mio cuore dicendomi: “Esci! Esci! Esci senza paura!”
Con la mia vita nuda sono stata ai suoi piedi, e così andrò, per la strada, mano nella mano con Maria Santissima, fino alla fine.
Tutti insieme, con la gioia della Koinonia.
Amen.
(Sorella Rina Albornoz Alvarado)
Qualche giorno fa, io e mio marito insieme ad alcuni fratelli di cellula di Palermo, che hanno iniziato da poco il cammino di fede, abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un corso di evangelizzazione, il "Corso Abramo" tenutosi a San Luca, dalla comunità "Eccomi, manda me!”
Attraverso la storia di Abramo, padre nella fede, abbiamo compreso come la sua storia è la vita di tanti di noi. Abramo insegna che credendo, sperando, sbagliando, affrontando le prove della vita con gli occhi fissi su Dio, diventiamo testimone del suo Amore e della sua misericordia. Ogni sofferenza, ogni luce, ombra, cadute diventano un prezioso aiuto da donare ai fratelli per incoraggiarli a proseguire il cammino, infatti “Tutto concorre al bene di coloro che credono”, “Chi crede mette ali, chi confida in Dio non resta confuso”.
Ogni sorella, ogni fratello, colmi dello Spirito del Signore, attraverso le parole e i gesti , ci hanno testimoniato che per "Amore "non per "bravura" possiamo costruire un altare al Signore per donare a Lui ciò che Lui stesso ci ha donato e adesso so che Ia mia vita è in mano sicure.
i fratelli che sono venuti con me e mio marito si sono sentiti coinvolti dalla comunione fraterna di questi giorni di corso. (Giulia e Rino)
Per me e' stata una meravigliosa esperienza, mi hanno colpito tutti gli insegnamenti attraverso i quali mi sento ancora più vicina a Dio nella preghiera. La cosa che mi ha colpito di più è stato l'insegnamento sulle paure: se Dio è con noi non dobbiamo avere paura di niente, né degli ostacoli della vita tutto perché Dio ha per noi progetti di pace. (Alessandro e Rosa Maria)
Il corso Abramo mi é stato di giovamento perché mi ha rinfrancato l'anima, il Signore mi ha incoraggiato a non mollare e che le cellule sono per me e per la mia comunità dei buoni samaritani. (Suor Lidia)
Sono da poco nelle cellule, il corso Abramo mi ha trasmesso la forza e la gioia che non riesco a descrivere a parole. La gioia di sentirsi comunità, di sentire una chiesa viva mi ha incoraggiata a perseverare nel cammino. (Cetty)
Attraverso il corso Abramo ho compreso quanto fragile possa essere la nostra vita, ma Dio ci accoglie sempre; ogni fratello, come me, ha le sue lucie le sue ombre, ma
l’amore di Dio va oltre ogni debolezza umana. Io devo fare come mi insegna Gesù: guardare sempre Lui, proseguire e andare oltre i miei pensieri, camminando per la strada che Lui ha segnato. Tutti gli insegnamenti sono stati esempi di vita che mi hanno incoraggiato a proseguire il cammino. (Giuseppe)
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