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Gesù medico degli sposi

30 Agosto 2022

Dopo due anni di pandemia e di limitazione agli incontri e ai ritiri della scuola di evangelizzazione della comunità “Eccomi, manda me!”, in questo agosto del 2022 sono stati riproposti i ritiri presso la casa di spiritualità di san Luca e nei giorni 11 e 12 agosto si è tenuto il corso “Gesù, medico degli sposi”.

Prendere consapevolezza che Gesù è presente nel nostro matrimonio, insieme a Maria, come nelle nozze di Cana e che a Lui possiamo aprire il nostro cuore di sposi e chiedere di cambiare l’acqua delle nostre tristezze, delusioni, ferite, nel vino della guarigione, della gioia è la scoperta sempre nuova che si radica nel sacramento del matrimonio.

Ogni matrimonio richiede un cammino lungo e faticoso, da rinnovare di giorno in giorno e l’icona di Gesù medico rappresenta un annuncio di forte fiducia e di grande consolazione per il futuro dei coniugi che possono essere condotti a rieducarsi nell’arte di amare, divenendo medico l’uno dell’altro con quella stessa tenerezza con cui il Signore li ha resi custodi e li accompagna con il suo spirito.

La fonte di questa forza è il sacrificio di Cristo sulla croce di cui “Gli sposi sono pertanto il richiamo permanente per la Chiesa di ciò che è accaduto sulla Croce; sono l'uno per l'altra e per i figli, testimoni della salvezza, di cui il sacramento li rende partecipi. Di questo evento di salvezza il matrimonio, come ogni sacramento è memoriale, attualizzazione e profezia: in quanto memoriale, il sacramento dà loro la grazia e il dovere di fare memoria delle grandi opere di Dio e di darne testimonianza presso i loro figli; in quanto attualizzazione, dà loro la grazia e il dovere di mettere in opera nel presente, l'uno verso l'altra e verso i figli, le esigenze di un amore che perdona e che redime; in quanto profezia, dà loro la grazia e il dovere di vivere e di testimoniare la speranza del futuro incontro con Cristo» (san Giovanni Paolo II Familiaris Consortio)

Il principio interiore, la forza permanente e la meta ultima di tale compito è l'amore: come, senza l'amore, la famiglia non è una comunità di persone, così senza l'amore, la famiglia non può vivere, crescere e perfezionarsi come comunità di persone. Quanto Giovanni Paolo II ha scritto nell'enciclica «Redemptor Hominis» trova la sua originaria e privilegiata applicazione proprio nella famiglia come tale: «L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per sé stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente». La grazia sanante del Risorto, il suo amore effuso con il dono dello Spirito santo, è in grado di trasformare qualsiasi situazione di crisi in altrettante situazioni di vita. La condizione essenziale è incontrarlo sulle strade della nostra vita e farne esperienza viva; ogni malattia può allora essere curata e ogni coppia ritrovare la gioia di amarsi.

Il dono dello Spirito è comandamento di vita per gli sposi cristiani, ed insieme stimolante impulso affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli: dei corpi dei caratteri, dei cuori, delle intelligenze, delle volontà e delle anime (san Giovanni Paolo II, Discorso agli Sposi).

È il cammino di Emmaus per gli sposi che assieme, nelle gioie e nelle fatiche, sostenuti dalla Parola e dall’insegnamento del Maestro e dalla grazia santificante dei sacramenti che lo Spirito santo continuamente rinnova e vivifica, camminano sulle strade del mondo per incontrarsi, amarsi e perdonarsi vicendevolmente ogni giorno di più e testimoniare ad ogni uomo l’amore di Cristo Gesù, Signore e salvatore del mondo.

E se Chesterton ci ricorda che “Il mondo non morirà per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia” vogliamo dire grazie a Dio per il dono del matrimonio, grazie per questa meravigliosa esperienza di spiritualità e di comunione con tante altre splendide famiglie presso la casa di spiritualità di San Luca, grazie per il dono della Comunità “Eccomi, manda me!” fondata da don Salvatore che continuamente la sostiene con la sua intercessione e grazie per i seme di speranza e di gioia che ci portiamo nel nostro cuore e nelle nostre vite.

Lode al Signore