Si è tenuto il 14 ottobre 2018, il primo incontro organizzato dalla Comunità sul tema: educazione dei figli. Durante il ritiro che l’8 e 9 settembre aveva visto coinvolti sia i bambini che i genitori, era emersa difatti l’esigenza, condivisa da tanti partecipanti, di momenti di formazione nei quali i genitori potessero confrontarsi sulle difficoltà e sulle fatiche che la sfida educativa comporta.
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AVVISI PER TUTTI
- Domenica 4 Novembre si terrà il Rally Regionale delle Cellule della Sicilia presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. E' momento importante di fraternità e comunione da non perdere, da vivere insieme alla nostra cellula e per conoscere le realtà siciliane come le nostre. Verrà organizzato un pullman con partenza alle ore 7:30 dai Salesiani. Per chi viene in pullman deve dare l'adesione al proprio leader entro il 20 Ottobre. La prossima settimana verranno comunicate ulteriori informazioni.
- Certi che "il Padre ci concederà ciò che chiediamo nel nome del Figlio", anche quest'anno vogliamo iniziare la preghiera di adorazione per le famiglie, per i consacrati, per le vocazioni e per i giovani. Siete invitati tutti i giovedì a partire dal 18 ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, presso la parrocchia Maria Ausiliatrice (Padri Salesiani) al primo piano nella cappellina interna (entrando dall'oratorio). Coloro che volessero partecipare spiritualmente si possono unire nell'orario indicato alla preghiera dei fratelli.
AVVISI CORSI
- In occasione del 20°anniversario della Scuola di Evangelizzazione "Eccomi, manda me!" vi invitiamo a partecipare dal 16 al 18 Novembre al corso "18 miracoli di Gesù nel Vangelo di Marco". Il corso sarà predicato da Josè H. Prado Flores, fondatore della Scuola Sant'Andrea. Sarà presente anche Sofia Agazzi, direttore nazionale della SESA Italia. Per maggiori informazioni e iscrizioni potete telefonare al numero 339.7412225. Il corso è a numero chiuso e si svolgerà presso il salone della Parrocchia San Giuseppe Artigiano di Ragusa.
AVVISI ADORAZIONE
- Sono attualmente scoperti i seguenti turni di adorazione: Lunedi 04-05; Domenica 13-14, 17-18 e 18-19. Se qualcuno è disponibile a coprire uno di questi turni può contattare Antonio al 338.3467375.
AVVISI PER TUTTI
- Venerdi 12 Ottobre alle ore 19:30 sarà celebrata la S. Messa a San Vito. A seguire ci sarà la preghiera di consolazione aperta a tutti.
- Domenica 4 Novembre si terrà il Rally Regionale delle Cellule della Sicilia presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. E' momento importante di fraternità e comunione da non perdere, da vivere insieme alla nostra cellula e per conoscere le realtà siciliane come le nostre. Verrà organizzato un pullman con partenza alle ore 7:30 dai Salesiani. Per chi viene in pullman deve dare l'adesione al proprio leader entro il 20 Ottobre. La prossima settimana verranno comunicate ulteriori informazioni.
AVVISI DIOCESANI
- "Chiesa tra le agente con la Gioia del Vangelo" è il tema della assemblea diocesana che si terrà lunedì 8 ottobre alle ore 20:00 in Cattedrale . Interverrà Monsignor Nunzio Galantino autorevole segretario generale della conferenza Episcopale italiana. E' un momento importante per la vita della nostra Diocesi e una occasione unica per ascoltare Monsignor Galatino.
Domenica 30 settembre 2018 la nostra Comunità "Eccomi, manda me!" è stata chiamata ad un incontro con tutti i leader nella realtà di Malta guidata don Paul Fenech, vice presidente dell'Organismo Internazionale di Servizio del Sistema delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione, per condividere la nostra esperienza di evangelizzazione "Missione per amore".
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AVVISI PER TUTTI
- Domenica 7 Ottobre presso il teatro dei Salesiani si terrà l'incontro mensile di tutte le Cellule a partire dalle ore 16.30. Alle ore 19.00 sarà celebrata la S. Messa.
- Mercoledi 3 ottobre alle ore 20.00 ci sarà la Celebrazione Eucaristica di insediamento del nostro carissimo don Gianni Mezzasalma nella Parrocchia San Giuseppe Artigiano. Siamo tutti invitati a partecipare.
- Venerdi 12 Ottobre alle ore 19:30 sarà celebrata la S. Messa a San Vito. A seguire ci sarà la preghiera di consolazione aperta a tutti.
- Domenica 4 Novembre si terrà il Rally Regionale delle Cellule della Sicilia presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. E' momento importante di fraternità e comunione da non perdere, da vivere insieme alla nostra cellula e per conoscere le realtà siciliane come le nostre. Verrà organizzato un pullman con partenza alle ore 7:30 dai Salesiani. Per chi viene in pullman deve dare l'adesione al proprio leader entro il 20 Ottobre. La prossima settimana verranno comunicate ulteriori informazioni.
AVVISI PER TUTTI
- Domenica 7 Ottobre presso il teatro dei Salesiani si terrà l'incontro mensile di tutte le Cellule a partire dalle ore 16.30. Alle ore 19.00 sarà celebrata la S. Messa.
- Mercoledi 3 ottobre alle ore 20.00 ci sarà la Celebrazione Eucaristica di insediamento del nostro carissimo don Gianni Mezzasalma nella Parrocchia San Giuseppe Artigiano. Siamo tutti invitati a partecipare.
Ciao a tutti e bentrovati.
“Il mondo non morirà per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia”: questo pensiero di Chesterton, autore caro a don Salvatore, potrebbe indicarci il percorso di questo nuovo anno.
Le meraviglie sono nella nostra vita e attorno a noi perché Dio è con noi e ha promesso che non ci lascerà mai soli.
Allora che possiamo imparare a scoprirle nella nostra quotidianità: la vita, la bellezza della creazione, i doni ricevuti da Dio gratuitamente, la fede, gli affetti, i fratelli nella fede, la nostra cellula. Che possiamo imparare a viverle, giorno per giorno, oltre le fatiche, le delusioni, le sofferenze, perché Dio è più grande di ogni nostro problema. Che possiamo imparare a testimoniare le meraviglie di Dio a coloro che ci incontrano, che ci osservano, con coloro con cui siamo a contatto tutti i giorni, nella nostra cellula.
Buon anno a tutti e che il Signore ci benedica.
Lasciate che i piccoli vengano a me
Luca 18:15-17
Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà».
Ecco cosa significa «accogliere il regno di Dio come un bambino»: un bambino si fida senza riflettere. Non può vivere senza fidarsi di chi lo circonda. La sua fiducia non ha nulla di una virtù, è una realtà vitale.
Questo è quello che avviene nelle cellula dei bambini quando si incontrano una volta a settimana per la cellula, momento che loro aspettano con ansia perché sanno che Dio li prende sul serio ed è lì proprio per loro.

Tutto è nato l’8 dicembre 2012 quando il Signore fece nascere la prima cellula di bambini a Ragusa, una cellula sperimentale, nella quale c’era quasi tutto, ma mancava la cosa più importante! Infatti si sapeva tutto: chi sarebbe stata la leader, il luogo dove si sarebbero svolti gli incontri, la data del primo incontro, ma mancavano loro, i cellulini.
Ma quando si è iniziato, il 15 dicembre, a questo primo incontro erano presenti otto bambini e dopo un anno le cellule dei bambini sono cresciute e diversificati in base all’età.
L’incontro per loro è sempre nuovo: si inizia con i balli animati dove si scatenano nella gioia lodando il Signore con il corpo sapendo però che anche questo momento è preghiera, poi segue il momento di lode animato con gli strumenti da loro stessi ed è bellissimo sentirli ringraziare per le cose più piccole di cui riescono a stupirsi senza darle per scontate, poi l’invocazione dello Spirito Santo e il momento dell’insegnamento che ogni volta è diverso in quanto può essere fatto con una storia, un brano biblico, un gioco, una dinamica. Il tutto dura un’ora che per loro è sempre poco.
https://eccomimandame.it/contenuti/content/3-cellule.html?start=380#sigProId99f05b2907
Oltre a questo momento settimanale i bambini vivono due ritiri durante l’anno: uno prima di Natale di un giorno strutturato sempre in maniera dinamica e l’altro a settembre di due giorni con il pernottamento nella casa di spiritualità san Luca. E’ edificante vedere la loro capacità di vivere ogni momento con una concentrazione unica: sono capaci di passare con naturalezza e semplicità da un momento di gioco sfrenato fuori a un momento di adorazione eucaristica dove si lasciano incontrare da Gesù nel quale credono sinceramente.
Noi adulti da questa meravigliosa esperienza abbiamo compreso che per incontrare Dio, ciò che abbiamo di meglio è il nostro cuore di bambino che è spontaneamente aperto, osa domandare con semplicità, vuole essere amato.
Dunque, per accogliere il Vangelo e vivere secondo la Parola di Gesù bisogna essere come dei bambini. Come un bambino ha bisogno dell’adulto, noi abbiamo bisogno di Dio e della sua Parola. Come i bambini si fidano ciecamente dei loro genitori, così noi dobbiamo avere fiducia in Dio e in Gesù. Il cuore di un bambino chiede solo di essere amato. Così deve essere il nostro cuore per incontrare Dio. Senza rancore, senza gelosia, desideroso di amare e di essere amato. Puro, sincero, come quello di un bambino. Allora Dio verrà ad abitare in noi.
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"Il miglior strumento per evangelizzare i giovani sono altri giovani"
C’è un continuo sforzo da parte della Chiesa nell’aprirsi ai giovani, ai ragazzi, ai bambini fin dalla più tenera età, per favorirne la crescita cristiana nella fede e nel solco dei valori più importanti e cari della nostra civiltà. La Chiesa, è chiaro, vuol trasmettere la fede. Chi potrebbe pretendere il contrario? Lo fa da duemila anni.
La comunità “Eccomi, manda me!” ha ricevuto da Dio il dono di tanti giovani che hanno scelto di vivere, già da questo periodo importante dell’esistenza, con l’unica risposta ad ogni perché: Gesù, l’unico che può dare il senso vero della vita a tutti quei giovani tristi perché non appagati da questo mondo così “pieno di niente” prendono vita.

I giovani della comunità “Eccomi, manda me!” provengono da varie esperienze e che in prima persona , hanno sperimentato il “Vuoto” che il mondo propone e che , dopo l’incontro con Gesù vivo e risorto nella loro vita, sentono forte il bisogno di comunicarlo ai loro amici coetanei: sentono bisogno di gridare al mondo intero che Gesù è il Signore e che solo Lui può trarre in salvo dalla tristezza che c’è nel cuore di ogni uomo, dall’angoscia che tira sempre più giù senza sapere come uscirne fuori, dalla voglia di “divertimento sfrenato“ che spesso i giovani cercano nella droga, nell’alcool, nel sesso per poi tornare subito dopo alla solita sensazione di “niente”.
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Questi giovani impegnati nell’evangelizzazione di altri giovani non vivono fuori dal mondo, conducono una vita uguale agli altri ma hanno scelto di passare dei momenti importanti, come il sabato sera, la domenica, testimoniando che la loro vita è stata cambiata in una vita dove regna la gioia la pace e la forza nei momenti difficili; tutto questo non grazie a se stessi, ma a Gesù che si prende cura di loro.
Varie sono le esperienze e le modalità di parlare di Gesù ai giovani:
- “La gioia del sabato sera”
L’idea di questa serata di evangelizzazione nacque quando padre Salvatore andò, con un gruppo di giovani, a Malta e lì assistette ad un incontro, fatto di sabato sera, dove mille giovani circa, si impegnavano pubblicamente a seguire Gesù.
Si pensò di organizzare una vera e propria serata che fosse una valida alternativa ai tanti sabati sera che i giovani passano nella ricerca di qualcosa che li faccia evadere dalla routine e dalla noia.
La serata normalmente viene organizzata, in estate, nelle piazze, d’inverno nei teatri o in locali che permettono di contenere abbastanza persone. Il tutto viene preparato nella preghiera che continua anche durante lo spettacolo con un gruppetto di giovani che, in un luogo attiguo, restano in adorazione e pregano per tutti i giovani che sono presenti all’incontro.
L’incontro ha una struttura ben precisa: è composto da canti gioiosi, danze, mimi, testimonianze, annuncio kerigmatico per poi concludere con l’invito ai giovani di entrare nella chiesa più vicina, dove ad aspettarli c’è Gesù eucaristia o con un momento di preghiera attorno alla croce se non c’è possibilità di fare un momento di adorazione.
Tanti sono i frutti: molti giovani che erano venuti per caso e per curiosità allo spettacolo, si sono convertiti, e soprattutto in coloro che la preparano, ha aumentato il desiderio di evangelizzare e l’amore per Cristo.
- “Una luce nella notte”
Molti giovani, pur avendo ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, dopo la cresima, terminano il loro cammino cristiano.
L’esperienza di “Una luce nella notte” ideata dalle “Sentinelle del Mattino di Pasqua ”, e riprodotta non solo a Ragusa ma in varie diocesi della Sicilia, mira a condurre un giovane dalla strada dove cerca di passare il suo sabato sera, a un incontro diretto con Gesù. Tale incontro avviene attraverso un contatto diretto con l’Eucaristia, esposta in una chiesa predisposta per questo scopo. Non è una solita veglia di adorazione, ma è una chiesa aperta e pronta per l’evangelizzazione. E’ l’esperienza del paralitico portato davanti a Gesù da quattro suoi amici.
Per condurre un giovane a riconoscere Gesù, altri giovani che hanno fatto un’esperienza di fede a due a due vanno per le strade a contattarli. Vengono organizzate quattro equipe:
- La prima équipe evangelizza all’esterno: le coppie ricevono una zona da evangelizzare, contattando i giovani lì dove si trovano, in discoteca, al bar, sulle panchine. Scopo di questo breve incontro è instaurare un breve dialogo e invitarli a incontrare Gesù in chiesa.
- La seconda équipe conduce le persone che entrano in chiesa fin davanti all’altare. Qui, il giovane, deporrà ai piedi di Gesù il foglietto, ricevuto prima, in cui ha scritto una preghiera e prenderà un altro foglio con un brano della parola di Dio. Ci sono sacerdoti disponibili per le confessioni.
- La terza équipe starà in chiesa dove pregherà per tutto il tempo, in maniera silenziosa, per i missionari che sono fuori e per tutti i giovani che vengono contattati.
- La quarta équipe in chiesa anima l’adorazione con il canto, la musica e la proclamazione della Parola.
- Il “Corso base” di evangelizzazione di strada
Il corso base è frutto di una sperimentazione iniziata nella diocesi di Verona nel 1998 e ricevuto a Ragusa nel mese di Agosto del 2007 proprio da don Andrea Brugnoli, responsabile nella sua diocesi dell’evangelizzazione di strada per i giovani.
L’obiettivo del corso è quello di introdurre un giovane cristiano alla scoperta dell’evangelizzazione.
E’ un mini corso teologico, basato su solidi contenuti dottrinale che mette in grado i giovani evangelizzatori di rendere ragione della propria fede.
Esso si articola in quattro incontri fondamentali:
- cambiare mentalità
- lo stile di Gesù
- il Kerigma
- i temi scottanti: la Chiesa, la sofferenza la morale sessuale e molti altri
Durante il corso viene trasmesso un metodo semplice ed evangelico per vivere ogni giorno il proprio mandato missionario e testimoniare Cristo al lavoro, a scuola, con gli amici e con i colleghi.
Alla fine del corso ogni giovane potrà vivere concretamente quanto appreso nel corso, attraverso l’esperienza di “una luce nella notte”.
Questa sono le alcune delle tante attività che lo Spirito Santo ha suscitato nella comunità “Eccomi, manda me” per rispondere prontamente alla chiamata di annunciare a tutti e sempre la bella notizia del Vangelo, sapendo soprattutto che tutto parte dalla preghiera, il “motore” di ogni attività: preghiera costante e comunitaria, che i giovani fanno con incontri periodici, e personale traendo beneficio dall’Adorazione perpetua che a Ragusa ha fatto miracoli anche nella realtà giovane della comunità.
I giovani della comunità impegnati nell’evangelizzazione sono decisi a non mollare questo grande tesoro che ha arricchito la loro vita e quella dei tanti giovani ai quali lo hanno annunciato e fanno proprio il pensiero di Papa Giovanni Paolo II che diceva “spendete bene la vita, è un tesoro unico!”. E questo tesoro unico ha solo un nome: Gesù!
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Se è vero che l’annuncio della fede è una buona notizia, una gioiosa notizia, allora non si può trasmetterla che con il canto. Il primo annuncio della salvezza a Betlemme fu dato dal coro degli angeli che cantavano: “Gloria a Dio e pace in terra agli uomini che egli ama”. I «Cantici», nella Bibbia, sono le risposte naturali dell’uomo davanti alle meraviglie della salvezza: pensate al cantico di Mosè dopo il passaggio del Mar Rosso, al cantico di Giuditta, al Benedictus, al Magnificat... La trasmissione della fede non è un bagaglio di nozioni, un trattato di verità da trasmettere, ma è l’esperienza di un incontro da testimoniare.
“Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo! Suonate la cetra con arte!”. (sal.32)
Siamo esortati, dunque, a cantare al Signore un canto nuovo; ma “solo l’uomo nuovo – dice Agostino - conosce il canto nuovo”.
Il canto è, senza dubbio, segno di gioia. Se poi considerassimo la cosa ancor più attentamente, ci accorgeremmo che è espressione di amore, da cui proviene la gioia.
Solo chi sa amare, coltivando la vita nuova, è capace di cantare il canto nuovo e lo canterà bene.
La corale è formata da fratelli che per prima cosa hanno fatto un incontro vivo ed autentico Gesù Risorto e hanno sentito la chiamata ad annunciare tale incontro elevando a Dio il canto della lode.
S. Agostino così affremava:
“Ecco, tu dici, io canto! Tu canti, certo, lo sento che canti: ma bada che la tua vita non abbia a testimoniare contro la tua voce. Cantate con la voce, cantate con il cuore; cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta santa. Cantate al Signore un canto nuovo”.
Per quale motivo noi cantiamo?
Il canto deve nascere dal cuore e da un cuore gioioso. Il cuore è gioioso se è pieno di amore, un amore che rimane limpido solo se è sostenuto da motivi di fede e di speranza.
Questi motivi si riassumono in uno: credere fermamente che Gesù, essendo risorto, tuttora vive ed opera in mezzo a noi. Con lui non c’è nulla da temere. Perciò siamo felici e pertanto cantiamo.
Cantare assieme porta a creare coesione e unità fra i partecipanti, aiuta a sentirsi e ad essere “famiglia di Dio riunita in assemblea per lodarlo”.
La “Corale delle Cellule di Evangelizzazione” è stata fortemente voluta da Padre Salvatore. Molti sono stati i fratelli e le sorelle che durante gli anni vi hanno fatto parte e tanti sono quelli che hanno perseverato.
Per poter cantare “il canto nuovo” e aiutare l’assemblea a cantare durante gli incontri di tutte le cellule la Corale si riunisce nella cappella della Comunità per adorare Gesù nel SS. Sacramento dell’Eucaristia. La lode, il ringraziamento, l’adorazione “corale”, lo stare con Gesù, rappresentano il momento più bello, più coinvolgente e più formativo. Da Gesù Eucaristia scaturisce la forza del gruppo, nasce la stima, la fiducia e l’amore che ognuno di noi prova per l’altro.
È bello che tutte le attività che coinvolgono la Corale (prove, preparazione dell'incontro mensile, ritiri, ecc.) abbiano come punto di partenza la preghiera e l'Adorazione Eucaristica “ai piedi del Maestro”, momenti speciali che il Signore continua costantemente a riservare e attraverso i quali sostiene personalmente e rafforza l'unione tra i membri.
Attualmente la Corale è composta da circa 20 cantori, due chitarre acustiche, una chitarra elettrica, una tastiera, un basso, una batteria e percussioni.
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Il sistema delle Cellule di Evangelizzazione nella Diocesi di Ragusa – Cenni Storici
L'esperienza delle Cellule a Ragusa è iniziata con Padre Salvatore Tumino nel Settembre del 1988. Egli conobbe le Cellule a Milano, nella parrocchia di S. Eustorgio, quando la visitò con altri due sacerdoti, nel Luglio del 1988.
Nel Febbraio del 1988, attraverso una videocassetta proiettata al convegno nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo tenutosi a Rimini, aveva ascoltato la testimonianza di un parroco di Milano, don Pigi Perini, che aveva adottato una nuovo sistema di evangelizzazione. La sua testimonianza durò non più di dieci minuti, ma “fui "folgorato da quello che ascoltai”, diceva don Salvatore.
Il 20 Luglio si recò a Milano nella parrocchia di S. Eustorgio, dove gli venne spiegato il Sistema fondato, tra l’altro, sulla preghiera e, specialmente, sull'Adorazione eucaristica. Già da qualche anno padre Salvatore aveva scoperto la bellezza e la centralità dell'Adorazione eucaristica e, sapere che al cuore di questa esperienza c'era proprio l'Adorazione, lo riempì di una gioia grande.
Tornò a Ragusa e parlò subito al suo parroco e al Vescovo dell'esperienza fatta. Entrambi furono contenti e lo incoraggiarono ad andare avanti. Si decise di iniziare intanto l'Adorazione eucaristica in Cattedrale, come preparazione alla nuova esperienza.
Trasformò un saloncino in una cappella e il 7 ottobre 1988 iniziò l'Adorazione silenziosa in Cattedrale, dalle ore 9:30 alle ore 20:30, tutti i giorni, esclusa la domenica.
L’Adorazione eucaristica è uno dei pilastri su cui si fonda il Sistema delle Cellule, perché senza di essa l’annuncio è sterile.
Nel Febbraio 1989 si tenne il primo corso per formare i futuri leader. Dopo tale corso si formarono due Cellule composte dai partecipanti al corso.
A Settembre tale corso si ripetè raccogliendo l’adesione di 20 persone, per arrivare così al 29 Novembre 1989 con le prime 10 Cellule.
La caratteristica fondamentale che distingue, nello specifico, la realtà ragusana dalle altre sparse ovunque, è data dal fatto che esse non sono state mai parrocchiali, in quanto padre Salvatore ha voluto sperimentare questo Sistema a livello cittadino più che parrocchiale.
La loro presenza nella nostra Chiesa locale
Questa esperienza è stata divulgata, da padre Salvatore Tumino e dalla comunità da lui fondata, in molte parrocchie della diocesi e oltre. Nello Statuto è specificato che l’evangelizzazione sarà portata avanti dalla comunità attraverso il metodo delle cellule, non perché sia l’unico, ma perché al momento si conosce questo; nel momento in cui la comunità conoscerà altri metodi più efficaci, li adotterà.
Ad oggi (Settembre 2018) dopo circa 30 anni dalla nascita della prima Cellula, nella sola città di Ragusa ve ne sono attive circa 150, con quasi 1.500 persone che ne fanno parte.
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Storia delle Cellule di Evangelizzazione
Nel 1986 il reverendo Don Pigi, desideroso di avere una Comunità viva, gioiosa, innamorata di Gesù, nella quale tutti scoprissero la comune vocazione all’evangelizzazione, sperimentò nella parrocchia di Sant’Eustorgio a Milano, di cui è parroco il Sistema delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione vissuto nella comunità parrocchiale di St. Boniface a Pembrokes Pines in Florida (U.S.A.), di cui era allora parroco Padre Michael Eivers, traendone buoni frutti.
Animato dallo stesso desiderio di evangelizzazione, nel Dicembre del 1988, don Salvatore Tumino, nella Parrocchia di S. Giovanni Battista di Ragusa, inizia con un gruppetto di giovani coppie l’esperienza delle Cellule, potendone constatare nel corso dei mesi successivi l’efficacia.
Ad oggi (Settembre 2018) dopo 30 anni dalla nascita della prima cellula, nella sola città di Ragusa ve ne sono attive circa 150, con quasi 1.500 persone che ne fanno parte.
Il fulcro, imprescindibile, attraverso il quale tante persone hanno potuto sperimentare l’Amore di Gesù, è l’Adorazione Eucaristica.
Le Cellule di Evangelizzazione: che cosa sono?
Il Sistema delle Cellule Parrocchiali è una esperienza di vita cristiana che vuole incarnare nella società attuale l’invito del Papa alle parrocchie, di ridiventare quello che sono sempre state, cioè luoghi dove si può sperimentare la presenza viva e operante di Cristo.

Questo metodo di evangelizzazione non solo entusiasma chi lo usa, ma si dimostra, per quanto ci è noto, come il più efficace. Infatti lo hanno sperimentato e adottato con successo, in tutti i continenti, comunità di differenti confessioni cristiane e parrocchie di ogni dimensione e ceto sociale. Il segreto del successo riteniamo però non sia tanto la metodologia in se stessa, quanto nel fatto che la metodologia costringe a vivere ed applicare il Vangelo .
In diversi passi del Nuovo Testamento si legge che le prime comunità erano organizzate in piccoli gruppi che si riunivano nelle case. Questo era, tra l’altro, il modo migliore per ritrovarsi senza dare molto nell’occhio e non insospettire le autorità (cfr Rm 16,1-6).
Le Cellule di evangelizzazione assomigliano molto a questo riunirsi delle prime comunità cristiane.
Iniziamo a conoscerle già dal loro nome: Sistema di Cellule Parrocchiale di Evangelizzazione.
Con il termine “Sistema” si intende una struttura specifica, una realtà organica, con costante riferimento al pastore, in cui tutte le parti hanno relazione e dipendenza reciproca. Esso permette di vivere in modo serio il mistero del Corpo di Cristo che è la Chiesa.
Afferma Paul Cho, fondatore del Sistema delle Cellule a Seul, in Corea: «Per cellule si intende l’unità primaria della nostra chiesa. Tali gruppi sono cellule viventi e la loro funzione è molto simile a quelle delle cellule del nostro corpo umano. In un organismo vivente le cellule crescono e si moltiplicano» .
La differenza principale tra una cellula e altri gruppi ecclesiali è il fatto che la cellula si moltiplica, mentre un altro gruppo può anche non farlo.
Per “Parrocchiali” si intende il tessuto naturale in cui si innesta il sistema delle cellule, che è appunto la parrocchia.
“Evangelizzazione”: come ammonisce Paolo VI “la Chiesa esiste per evangelizzare” , così la cellula ha come fine l’evangelizzazione, riscoprendo e attualizzando questa chiamata fondamentale: condividere Gesù con gli altri. Lo spirito che deve animare questi gruppi è lo stesso Spirito Santo effuso sugli apostoli a Pentecoste che, ancora oggi, spinge ogni credente ad obbedire al comando di Gesù di annunciare il Vangelo ad ogni uomo.
Il Sistema delle Cellule si fonda sul fatto che la prima comunità cristiana ha evangelizzato in pochissimi anni tutto il mondo allora conosciuto, partendo proprio dall’”oikos”. Oikos è la parola chiave di questo sistema, parola greca che significa “focolare domestico”, “casa” e comprende i parenti, il vicinato, i colleghi di lavoro, gli amici.
Il cristianesimo si è diffuso perché Andrea andò subito a chiamare suo fratello Simone e gli parlò di Gesù ; così fecero Filippo e Giovanni con Natanaele .
Le Cellule di Evangelizzazione sono un sistema di evangelizzazione parrocchiale composto di piccoli gruppi al cui centro si trova l’Adorazione eucaristica.
Altro punto fondamentale di tale sistema è la formazione e la responsabilità dei laici. Il parroco, o un altro presbitero, ha la cura pastorale delle cellule, che sono costituite da laici di età, sesso e condizione sociale diversa.
Il “leader” (cioè la guida o il responsabile) di una cellula è un laico, che opera in stretta unione con il presbitero.
Il Concilio Vaticano II, nel Decreto sull’apostolato dei laici, ribadisce che il fine della Chiesa è la diffusione del Regno di Cristo su tutta la terra a gloria di Dio Padre e che
«C’è nella Chiesa diversità di ministero ma unità di missione: gli apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, reggere e santificare in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, nella missione di tutto il Popolo di Dio, hanno il proprio compito nella Chiesa» (Cfr. A.A., 1,2).
Tale sistema permette di decentrare l’organizzazione di una parrocchia rendendola presente nel territorio attraverso piccoli gruppi che una volta alla settimana si riuniscono nelle famiglie.
Le Cellule di Evangelizzazione: origine
Il Sistema delle Cellule di Evangelizzazione è nato nella Corea del Sud, nel 1976 attraverso Paul Yonggi CHo, pastore protestante della chiesa di Seul, che lui stesso definisce così:
«Mi piace descrivere la chiesa centrale di Seul come la più piccola chiesa del mondo, e allo stesso tempo la più grande del mondo. E’ la più grande perché conta oggi più di 51 mila cellule familiari e oltre 600 mila fedeli» .
Lo scopo di tale sistema è una vita comunitaria che segua passo passo l’esperienza della primitiva comunità apostolica. Si riuniscono nelle case e ognuno cerca di evangelizzare il suo prossimo, o oikos.
In poco tempo questo metodo fece il giro del mondo. In modo particolare raggiunse il Messico e si diffuse velocemente nel nord America raggiungendo la chiesa di Saint Boniface in Florida, nella quale avvenne un cambiamento: attraverso l’opera di Padre Micael Eivers, sacerdote cattolico di origine irlandese, il Sistema, proveniente dal cristianesimo protestante, fu adottato in ambito cattolico.
In Italia iniziò grazie all’opera di diffusione operata da don Piergiorgio Perini (conosciuto come don Pigi) nella sua parrocchia di Sant’ Eustorgio a Milano.
Attualmente questo sistema è adottato, con molto frutto, da varie parrocchie in tutto il mondo.
La moltiplicazione
La “cellula” è chiamata in questo modo perché, proprio come un organismo monocellulare, si può moltiplicare appena raggiunge una certa dimensione. Questo è necessario affinché la cellula rimanga sufficientemente piccola in modo tale da poter essere guidata meglio. Di norma il numero dei membri di una cellula non supera le dodici unità. La moltiplicazione le permette di raggiungere nuove persone con doppia efficacia: moltiplicandosi, la “cellula madre” dà vita a una “cellula figlia” e tutte e due ricominceranno nuovamente il processo.
La “bomba”
Per insegnare ai battezzati come evangelizzare il proprio ambiente di vita, si utilizza un percorso di accompagnamento con una scansione di 7 passaggi fino all’atto di affidamento della propria vita a Gesù : la “bomba”. Tale processo è chiamato così dalla forma e dal significato: una bomba spirituale che, esplodendo, raggiunge quanti sono nel suo raggio di azione.
La preghiera per le persone del proprio “oikos”.All’inizio di tale processo troviamo:
- Il servizio: l’evangelizzatore cerca di servire colui che nella vita gli sta accanto, creando rapporti di amicizia e di fiducia nella persona che vuole evangelizzare.
- La condivisione della propria fede: in sostanza il primo annuncio viene mediato dalla testimonianza personale dell’evangelizzatore.
- La spiegazione e il dialogo in risposta alle domande che possono nascere in seguito all’annuncio.
- L’affidamento a Cristo, a cui si apre il proprio cuore.
- L’invito alla cellula: ogni membro nuovo viene accolto con amore, perché è atteso.
- L’ingresso nella propria comunità parrocchiale: la persona viene avviata alla vita ecclesiale; grazie alla quale scoprirà l’importanza della Celebrazione eucaristica e di tutti i sacramenti: gradualmente, potrà svolgervi un ministero.
L’ incontro di cellula
L’incontro dura normalmente un’ora e mezza e comprende 7 momenti:
- Momento di lode e di ringraziamento: si loda e benedice il Signore con preghiere spontanee e con canti.
- La condivisione: i membri condividono quello che il Signore ha fatto per loro durante la settimana, o qualche loro difficoltà.
- L’insegnamento: è unico per tutte le cellule ed è tenuto dal responsabile del Sistema attraverso una registrazione audio. Può vertere su qualunque argomento, spirituale o pastorale, specialmente sulla necessità di evangelizzare sempre e ha di mira la vita concreta dei membri della cellula.
- Approfondimento: Dieci minuti di condivisione sul tema presentato. Più che la risposta a problemi dottrinali, questo momento aiuta i membri a interiorizzare la Parola proclamata e a calarla nella propria vita.
- Gli avvisi: Si dà notizia degli appuntamenti e delle ricorrenze più importanti della comunità parrocchiale o diocesana, così tutti i membri sono al corrente e partecipano alla vita concreta della chiesa.
- La preghiera di intercessione: Attraverso preghiere spontanee si intercede per il mondo, per la Chiesa, per i propri amici e in modo particolare per coloro che si stanno evangelizzando
- Preghiera di guarigione: nella condivisione possono emergere problemi che hanno i singoli membri della cellula, ed è in questo momento che si prega per loro.
