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A casa capi quantu voli u patruni

Tratta il tema dell'accoglienza: accoglienza della vita, accoglienza dello straniero, accoglienza di chi è diverso da noi. La nostra casa, il nostro cuore sono tende che possono allargarsi fin dove vogliamo noi. L'unico confine è la paura.

 

Separati, ma non troppo

Racconta di un coppia, Franco e Betta, separati in casa a causa del tradimento del marito. Decidono di dividere la casa in parti uguali per non affrontare la spesa di un altro appartamento . L'invadenza di Felice, un vecchio amico della moglie e la presenza di una badante russa, li porteranno ad una rottura che sembra irreparabile, ma sarà proprio la badante che servendosi delle tre "paroline" che il Papa ritiene fondamentali nella famiglia: "permesso , scusa e grazie" che aiuterà i due a ritrovarsi.

 

Curri quantu vuoi ca ca' t 'aspiettu

Una giovane coppia vive di espedienti truffando le persone loro vicine per poter sbarcare il lunario. Ma la truffa ad un'assicurazione sarà loro fatale . il marito Totò Altobello (più bello che alto) verrà arrestato . Ma Dio che "scrive dritto sulle righe storte" lo aspetta proprio nella cella di un carcere. Totò dopo aver tanto corso si arrende al suo amore e cambia vita.

 

Finché dura è sfortuna

E’ la storia di due fratelli che non avendo lavoro decidono di truffare l'INPS fingendo che uno dei due sia invalido, ma vengono scoperti dal medico fiscale che non avendo ancora chiuso la pratica decide di graziarli.

 

Ogni cosa o so puostu

Un'anziana coppia è stanca di dover sopportare che i figli si ricordino di loro solo il giorno della pensione e con l'aiuto di una comare escogitano uno scherzo. Il padre si finge morto e la madre finge l'esistenza di una consistente somma di denaro nascosta che porterà i figli a diffidare l'uno dall'altro fino a litigare. L'unica alternativa alla rabbia e alla delusione è il perdono perché solo chi perdona riceve la guarigione e la pace del cuore.

 

La famiglia assaltata

E’ stata scritta da Elena Cicero. Lei voleva evidenziare tutti gli attacchi che le famiglie subiscono. Una di queste la dittatura prepotente dei mass media e dell'uso improprio della tecnologia che impongono uno stile di vita contrario all'unita familiare. La moglie rimane incinta e questa nuova vita non voluta sembra scombussolare negativamente i piani e i precari equilibri della famiglia tanto da voler ricorrere all'aborto, ma sarà proprio il decidere coraggiosamente di "restringersi" e di fare spazio all'altro rinunciando ai propri egoismi che porterà la famiglia a ritrovarsi.

 

La lebbra del 2000

Fa un breve excursus sulle piaghe della nostra società moderna dal bullismo nelle scuole, alla droga, l'alcolismo, la dipendenza dal gioco d'azzardo, la depressione, al ricorso alla magia. La domanda ricorrente è: "chi ci può salvare?" Dopo varie peripezie i ns protagonisti alla fine sperimentano che solo in Gesù c'è salvezza.

 

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“Eccoci qua” è la risposta all’invito di San Giovanni Paolo II ad una nuova evangelizzazione. Ci risuonano ancora le sue parole dette ai giovani nella giornata mondiale della gioventù del 2005: “Duc in altum” prendete il largo. Ancora oggi la chiesa con papa Francesco ci dice che è arrivato il momento di trovare nuovi segni, nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della parola (E.G.167).

L’idea della compagnia “Eccoci qua” nasce nell’autunno del 2007 nel cuore della comunità “Eccomi manda me!” quando tre fratelli delle Cellule di Evangelizzazione sentono forte questa chiamata e mettono insieme una compagnia teatrale che ha lo scopo di evangelizzare con la risata portando gioia e verità attraverso la comicità di storie di vita quotidiana, viste alla luce del Vangelo, unica verità per la salvezza di ogni uomo.

Compagnia Teatrale "Eccoci qua"

La compagnia non è formata da attori professionisti, ma da fratelli che pur non avendo alcuna esperienza teatrale, vogliono servire il Signore mettendo a disposizione i propri carismi : c’è chi recita, chi si occupa della regia, chi della scenografia, delle luci, del suono, del trucco, dei costumi e di preparare il testo. Ogni lavoro viene preparato nella preghiera e nella fatica, ma nella certezza che Gesù ne è l’unico autore e regista.

Ad oggi (Maggio 2018) abbiamo messo in scena sette commedie rappresentate nei teatri e nelle piazze. E’ inutile dire che i primi ad essere evangelizzati e guariti da questo servizio siamo proprio noi che quando “diminuiamo” e permettiamo a Gesù di “crescere” sperimentiamo la sua potenza nella nostra miseria, la Sua forza nella nostra debolezza e raccogliamo frutti di gioia e di amore fraterno quell’amore che tutto copre, tutto spera, tutto sopporta.

“Andiamo avanti, mettendocela tutta, certi che chi si offre e si dona a Dio per amore, sicuramente sarà fecondo. Uno è ben consapevole che la sua vita darà frutto, ma senza pretendere di sapere come, nè dove, nè quando. Ha la sicurezza che non va perduta nessuna delle sue opere svolte con amore, non va perduta nessuna delle sue sincere preoccupazioni per gli altri, non va perduto nessun atto d’amore per Dio, non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola attraverso il mondo come forza di vita. Lo Spirito Santo opera come vuole, quando vuole e dove vuole; noi ci spendiamo con dedizione creativa e generosa, ma senza pretendere di vedere risultati appariscenti. Sappiamo soltanto che il dono di noi stessi è necessario e Impariamo a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre .”(E.G.279)

La testimonianza di una veterana della compagnia, mi sembra che ci descriva pienamente:

“Chi non ha nel profondo del proprio cuore il desiderio di servire Gesù? Essendo leader di una cellula di evangelizzazione credevo che servirlo in questo modo fosse sufficiente, invece Gesù aveva altri progetti per me e oltre al servizio di leader, mi chiamava anche al servizio del teatro. Mai avrei pensato di essere capace di salire su un palco e recitare. Ma con Gesù il “mai” non esiste, a Lui tutto è possibile. Piano piano mi ha plasmata trasformandomi da una persona timorosa e insicura in una al contrario socievole ed espansiva, dandomi il dono della fraternità e della gioia. In questi anni di servizio nel teatro si sono alternate tante persone con le quali si è sempre creata una comunione, un amore che va al di là dell’umano sentire, e tutti mi hanno trasmesso qualcosa e il mio cuore si riempie di gratitudine verso Dio per avermeli messi accanto; ogni rincontrarci è una festa. E se mettere in scena una commedia ogni volta comporta sacrifici e rinunce adesso so, perché lo sperimento tutte le volte, che servire Gesù non è una perdita, ma un guadagno.”

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Via don Salvatore Tumino, 15
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