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18 Luglio 2018

Storia delle Cellule di Evangelizzazione

Nel 1986 il reverendo Don Pigi, desideroso di avere una Comunità viva, gioiosa, innamorata di Gesù, nella quale tutti scoprissero la comune vocazione all’evangelizzazione, sperimentò nella parrocchia di Sant’Eustorgio a Milano, di cui è parroco il Sistema delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione vissuto nella comunità parrocchiale di St. Boniface a Pembrokes Pines in Florida (U.S.A.), di cui era allora parroco Padre Michael Eivers, traendone buoni frutti.

Animato dallo stesso desiderio di evangelizzazione, nel Dicembre del 1988, don Salvatore Tumino, nella Parrocchia di S. Giovanni Battista di Ragusa, inizia con un gruppetto di giovani coppie l’esperienza delle Cellule, potendone constatare nel corso dei mesi successivi l’efficacia.

Ad oggi (Settembre 2018) dopo 30 anni dalla nascita della prima cellula, nella sola città di Ragusa ve ne sono attive circa 150, con quasi 1.500 persone che ne fanno parte.

Il fulcro, imprescindibile, attraverso il quale tante persone hanno potuto sperimentare l’Amore di Gesù, è l’Adorazione Eucaristica.

 

Le Cellule di Evangelizzazione: che cosa sono?

Il Sistema delle Cellule Parrocchiali è una esperienza di vita cristiana che vuole incarnare nella società attuale l’invito del Papa alle parrocchie, di ridiventare quello che sono sempre state, cioè luoghi dove si può sperimentare la presenza viva e operante di Cristo.

Papa Francesco

Questo metodo di evangelizzazione non solo entusiasma chi lo usa, ma si dimostra, per quanto ci è noto, come il più efficace. Infatti lo hanno sperimentato e adottato con successo, in tutti i continenti, comunità di differenti confessioni cristiane e parrocchie di ogni dimensione e ceto sociale. Il segreto del successo riteniamo però non sia tanto la metodologia in se stessa, quanto nel fatto che la metodologia costringe a vivere ed applicare il Vangelo .

In diversi passi del Nuovo Testamento si legge che le prime comunità erano organizzate in piccoli gruppi che si riunivano nelle case. Questo era, tra l’altro, il modo migliore per ritrovarsi senza dare molto nell’occhio e non insospettire le autorità (cfr Rm 16,1-6).

Le Cellule di evangelizzazione assomigliano molto a questo riunirsi delle prime comunità cristiane.

Iniziamo a conoscerle già dal loro nome: Sistema di Cellule Parrocchiale di Evangelizzazione.

Con il termine “Sistema” si intende una struttura specifica, una realtà organica, con costante riferimento al pastore, in cui tutte le parti hanno relazione e dipendenza reciproca. Esso permette di vivere in modo serio il mistero del Corpo di Cristo che è la Chiesa.

Afferma Paul Cho, fondatore del Sistema delle Cellule a Seul, in Corea: «Per cellule si intende l’unità primaria della nostra chiesa. Tali gruppi sono cellule viventi e la loro funzione è molto simile a quelle delle cellule del nostro corpo umano. In un organismo vivente le cellule crescono e si moltiplicano» .

La differenza principale tra una cellula e altri gruppi ecclesiali è il fatto che la cellula si moltiplica, mentre un altro gruppo può anche non farlo.

Per “Parrocchiali” si intende il tessuto naturale in cui si innesta il sistema delle cellule, che è appunto la parrocchia.

Evangelizzazione”: come ammonisce Paolo VI “la Chiesa esiste per evangelizzare” , così la cellula ha come fine l’evangelizzazione, riscoprendo e attualizzando questa chiamata fondamentale: condividere Gesù con gli altri. Lo spirito che deve animare questi gruppi è lo stesso Spirito Santo effuso sugli apostoli a Pentecoste che, ancora oggi, spinge ogni credente ad obbedire al comando di Gesù di annunciare il Vangelo ad ogni uomo.

Il Sistema delle Cellule si fonda sul fatto che la prima comunità cristiana ha evangelizzato in pochissimi anni tutto il mondo allora conosciuto, partendo proprio dall’”oikos”. Oikos è la parola chiave di questo sistema, parola greca che significa “focolare domestico”, “casa” e comprende i parenti, il vicinato, i colleghi di lavoro, gli amici.

Il cristianesimo si è diffuso perché Andrea andò subito a chiamare suo fratello Simone e gli parlò di Gesù ; così fecero Filippo e Giovanni con Natanaele .

Le Cellule di Evangelizzazione sono un sistema di evangelizzazione parrocchiale composto di piccoli gruppi al cui centro si trova l’Adorazione eucaristica.

Altro punto fondamentale di tale sistema è la formazione e la responsabilità dei laici. Il parroco, o un altro presbitero, ha la cura pastorale delle cellule, che sono costituite da laici di età, sesso e condizione sociale diversa.

Il “leader” (cioè la guida o il responsabile) di una cellula è un laico, che opera in stretta unione con il presbitero.

Il Concilio Vaticano II, nel Decreto sull’apostolato dei laici, ribadisce che il fine della Chiesa è la diffusione del Regno di Cristo su tutta la terra a gloria di Dio Padre e che

«C’è nella Chiesa diversità di ministero ma unità di missione: gli apostoli e i loro successori hanno avuto da Cristo l’ufficio di insegnare, reggere e santificare in suo nome e con la sua autorità. Ma anche i laici, essendo partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, nella missione di tutto il Popolo di Dio, hanno il proprio compito nella Chiesa» (Cfr. A.A., 1,2).

Tale sistema permette di decentrare l’organizzazione di una parrocchia rendendola presente nel territorio attraverso piccoli gruppi che una volta alla settimana si riuniscono nelle famiglie.

 

Le Cellule di Evangelizzazione: origine

Il Sistema delle Cellule di Evangelizzazione è nato nella Corea del Sud, nel 1976 attraverso Paul Yonggi CHo, pastore protestante della chiesa di Seul, che lui stesso definisce così:

«Mi piace descrivere la chiesa centrale di Seul come la più piccola chiesa del mondo, e allo stesso tempo la più grande del mondo. E’ la più grande perché conta oggi più di 51 mila cellule familiari e oltre 600 mila fedeli» .

Lo scopo di tale sistema è una vita comunitaria che segua passo passo l’esperienza della primitiva comunità apostolica. Si riuniscono nelle case e ognuno cerca di evangelizzare il suo prossimo, o oikos.

In poco tempo questo metodo fece il giro del mondo. In modo particolare raggiunse il Messico e si diffuse velocemente nel nord America raggiungendo la chiesa di Saint Boniface in Florida, nella quale avvenne un cambiamento: attraverso l’opera di Padre Micael Eivers, sacerdote cattolico di origine irlandese, il Sistema, proveniente dal cristianesimo protestante, fu adottato in ambito cattolico.

In Italia iniziò grazie all’opera di diffusione operata da don Piergiorgio Perini (conosciuto come don Pigi) nella sua parrocchia di Sant’ Eustorgio a Milano.

Attualmente questo sistema è adottato, con molto frutto, da varie parrocchie in tutto il mondo.

 

La moltiplicazione

La “cellula” è chiamata in questo modo perché, proprio come un organismo monocellulare, si può moltiplicare appena raggiunge una certa dimensione. Questo è necessario affinché la cellula rimanga sufficientemente piccola in modo tale da poter essere guidata meglio. Di norma il numero dei membri di una cellula non supera le dodici unità. La moltiplicazione le permette di raggiungere nuove persone con doppia efficacia: moltiplicandosi, la “cellula madre” dà vita a una “cellula figlia” e tutte e due ricominceranno nuovamente il processo.

 

La “bomba”

La bombaPer insegnare ai battezzati come evangelizzare il proprio ambiente di vita, si utilizza un percorso di accompagnamento con una scansione di 7 passaggi fino all’atto di affidamento della propria vita a Gesù : la “bomba”. Tale processo è chiamato così dalla forma e dal significato: una bomba spirituale che, esplodendo, raggiunge quanti sono nel suo raggio di azione.

La preghiera per le persone del proprio “oikos”.All’inizio di tale processo troviamo:

  • Il servizio: l’evangelizzatore cerca di servire colui che nella vita gli sta accanto, creando rapporti di amicizia e di fiducia nella persona che vuole evangelizzare.
  • La condivisione della propria fede: in sostanza il primo annuncio viene mediato dalla testimonianza personale dell’evangelizzatore.
  • La spiegazione e il dialogo in risposta alle domande che possono nascere in seguito all’annuncio.
  • L’affidamento a Cristo, a cui si apre il proprio cuore.
  • L’invito alla cellula: ogni membro nuovo viene accolto con amore, perché è atteso.
  • L’ingresso nella propria comunità parrocchiale: la persona viene avviata alla vita ecclesiale; grazie alla quale scoprirà l’importanza della Celebrazione eucaristica e di tutti i sacramenti: gradualmente, potrà svolgervi un ministero.

 

L’ incontro di cellula

L’incontro dura normalmente un’ora e mezza e comprende 7 momenti:

  1. Momento di lode e di ringraziamento: si loda e benedice il Signore con preghiere spontanee e con canti.
  2. La condivisione: i membri condividono quello che il Signore ha fatto per loro durante la settimana, o qualche loro difficoltà.
  3. L’insegnamento: è unico per tutte le cellule ed è tenuto dal responsabile del Sistema attraverso una registrazione audio. Può vertere su qualunque argomento, spirituale o pastorale, specialmente sulla necessità di evangelizzare sempre e ha di mira la vita concreta dei membri della cellula.
  4. Approfondimento: Dieci minuti di condivisione sul tema presentato. Più che la risposta a problemi dottrinali, questo momento aiuta i membri a interiorizzare la Parola proclamata e a calarla nella propria vita.
  5. Gli avvisi: Si dà notizia degli appuntamenti e delle ricorrenze più importanti della comunità parrocchiale o diocesana, così tutti i membri sono al corrente e partecipano alla vita concreta della chiesa.
  6. La preghiera di intercessione: Attraverso preghiere spontanee si intercede per il mondo, per la Chiesa, per i propri amici e in modo particolare per coloro che si stanno evangelizzando
  7. Preghiera di guarigione: nella condivisione possono emergere problemi che hanno i singoli membri della cellula, ed è in questo momento che si prega per loro.

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